Andrea Kimi Antonelli: 10
Sogna ragazzo sogna, scrivevamo dopo la prima a Shanghai: e dopo altre due vittorie, sembra quasi tutto normale. Non lo è, normale: le prime tre pole e le prime tre vittorie della carriera sono state tutte in coppia e tutte di fila, come non era mai riuscito a nessuno. È lui, a Miami, che fa la differenza: la Mercedes era forte, ma non imbattibile, in un weekend in cui ha sbagliato solo la sprint ma in cui poi si è rifatto con gli interessi di una vittoria artigliata sfruttando in pieno l’unico vero colpo, ovvero il giro di uscita di Norris con le sue gomme più calde di quelle di Lando. Alex Zanardi, da lassù, avrà sicuramente apprezzato.
Lando Norris: 9
Si chiede come diamine abbiano fatto a non vincere, perché effettivamente avevano le carte in regola per farlo; però nel dopo gara ci tiene a non far apparire tutto scontato, perché non lo era affatto: ritrovarsi a giocarsi la vittoria è un traguardo, per la McLaren. Lui fa il suo: vince la sprint, tiene botta in una qualifica in cui il vento destabilizza la MCL40, combatte in una corsa che la McLaren avrebbe preferito affrontare con le temperature del venerdì e del sabato, apparentemente più favorevoli a lei che alla Mercedes. Battuto nel giro d’uscita da Antonelli dopo un bell’undercut di Andrea Kimi: l’esecuzione del muretto, forse, è da rivedere.
McLaren: 9
I più attenti lo avevano detto, alla vigilia: occhio, che McLaren sta arrivando con un pacchetto che studia da tre mesi. Dopo aver corso fino a Suzuka nella medesima versione con cui avevano affrontato i test di Barcellona a fine gennaio, eccoli finalmente con il primo pacchetto di sviluppi a disposizione: e confermano di essere i più bravi, quando si tratta di sviluppare la macchina. Come esecuzione, forse, si poteva fare qualcosa di più: ma la MCL40 c’era, a Miami, e la notizia ha del clamoroso considerando quanto avessero sofferto nei primi tre GP. Un dato indicativo: è stato il team capace di raccogliere più punti (48) nel weekend della Florida.
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