F1 di nuovo in pista a sei settimane dal GP Suzuka. Il ritorno è stato sancito nelle prove libere del GP Miami, prima ed unica sessione non competitiva del fine settimana in Florida: un turno di prove durato 90 minuti al posto dei canonici 60, ed un turno completamente dedicato, oltre che alla sperimentazione dell'assetto, alla verifica delle tante novità apparse sulle varie monoposto.
Focus su novità e assetti
L'aspetto più interessante delle FP1 di Miami infatti non è stata tanto la classifica, la quale ha visto Leclerc davanti a tutti, bensì le varie vetture in pista con tutte le novità: ad eccezione di Aston Martin, tutte quante si sono presentati in Florida con svariati upgrade, da verificare in questo turno. Come detto, è stata una sessione allungata di mezz'ora rispetto al solito: una decisione presa per mettere alla prova anche le varie modifiche regolamentari studiate nella pausa forzata tra il Giappone e gli Stati Uniti.
I team hanno lavorato principalmente con la gomma dura, utilizzata per gran parte della sessione: mescola importante da valutare per domenica, perché tutto fa pensare, meteo permettendo, ad una corsa improntata alla singola sosta, con media e dura protagoniste. Anche le temperature hanno favorito l'utilizzo della hard: 53°C sull'asfalto in avvio di sessione, 57°C a fine turno.
Bene Leclerc, manca un vero riferimento Mercedes
Nel passaggio alla soft per i tentativi finali di giro veloce, il miglior tempo se lo è preso Leclerc in 1'29"310, con 0"297 di margine su Verstappen. Terzo tempo per Piastri (+0"448), poi Hamilton (+0"467), il quale stava portando a casa un crono migliore prima di andare un po' lungo. Quinto ma nessun riferimento con gomma morbida da parte di Antonelli: il bolognese ha attesa per qualche minuto ai box prima che i suoi tecnici gli dicessero di scendere dalla macchina.
Guai insomma sulla sua W17 nei minuti finali di queste FP1 che non hanno messo in mostra una super Mercedes nemmeno con Russell, attardato di dalla vetta di 79 centesimi: da segnalare come George abbia avuto una sessione un po' più complicata rispetto ad Andrea Kimi, come evidenziato dagli interventi sull'assetto più numerosi sulla macchina dell'inglese che non su quella dell'italiano (anche se George ha strappato tempi interessantissimi nei long run). Solo settimo Norris, che stava chiudendo un bel giro prima di incocciare nel traffico di Albon nell'ultimo settore.
Poco grip
A livello di condizioni generali, la pista non ha offerto spunti troppo diversi da quelli dell'anno scorso: Miami si è confermata pista piuttosto sporca al venerdì, dunque con un livello di aderenza basso e che andrà indubbiamente ad aumentare nel corso del fine settimana. L'evoluzione della pista, sicuramente, sarà un tema da affrontare da parte delle squadre, chiamate a tenere in conto tale evoluzione nella delibera degli assetti.