26 agosto 2018. Il Gran Premio del Belgio è appena cominciato quando, alla staccata della Source, si innesca una carambola terrificante. Nico Hülkenberg centra la McLaren di Fernando Alonso, che viene catapultata verso l’alto e passa sopra la Sauber di Charles Leclerc.
Sono attimi. La McLaren numero 14 vola sopra l’abitacolo del monegasco e colpisce violentemente l’Halo della Sauber.
Leclerc esce dalla monoposto sulle proprie gambe. E quella struttura in titanio, tanto discussa nei mesi precedenti, porta addosso i segni dell’impatto.
L’Halo che nessuno voleva vedere
Per comprendere l’importanza di quelle immagini bisogna tornare indietro di qualche mese. L’Halo era diventato obbligatorio in Formula 1 proprio all’inizio della stagione 2018, dopo anni di studi e test della FIA sulla protezione della testa dei piloti. La Federazione aveva concluso che fosse la migliore soluzione disponibile contro alcune tipologie di impatto frontale nell’area dell’abitacolo.
La sua introduzione, però, era stata accompagnata da polemiche feroci.
C’era chi sosteneva che rovinasse l’estetica delle monoposto, chi riteneva che snaturasse il concetto stesso di una Formula 1 a ruote scoperte e chi metteva in dubbio la reale necessità di una protezione così vistosa. Max Verstappen si era detto contrario, Kevin Magnussen aveva criticato duramente il suo impatto estetico e Romain Grosjean era stato tra coloro che avevano espresso forti perplessità sull’introduzione di protezioni aggiuntive dell’abitacolo.
Questioni comprensibili in uno sport nel quale la forma di una monoposto fa parte del suo mito.
Ma a Spa, improvvisamente, l’estetica smise di essere il punto principale.
Quei segni sopra la testa di Leclerc
Le prime immagini furono già impressionanti: sull’Halo della Sauber erano chiaramente visibili i segni lasciati dal contatto con la McLaren di Alonso.
Ma furono le successive analisi FIA a dare un peso ancora maggiore all’accaduto.
L’indagine stabilì che la ruota anteriore destra della McLaren aveva trasmesso all’Halo un picco di forza stimato in 58 kN. Nonostante la violenza dell’urto, la struttura rimase integra e contribuì a deviare la vettura di Alonso.
C’è soprattutto un particolare che rende quell’incidente ancora oggi impressionante: senza l’intervento dell’Halo parti dell’ala anteriore della McLaren avrebbero probabilmente colpito la zona della visiera di Leclerc. Non è possibile stabilire con certezza quali sarebbero state le conseguenze, ma il rischio di lesioni estremamente gravi era concreto.
Ed è proprio qui che Spa 2018 cambia il modo in cui la Formula 1 guarda all’Halo.
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