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Button scommette su Honda: “Arrivano sempre”

© astonmartinf1.com

Per il 2026, Aston Martin ha deciso di puntare forte sul risultato del lavoro di Adrian Newey insieme al motore Honda. Due collaborazioni completamente nuove per il team, che però, almeno per ora, faticano a integrarsi come previsto. Il genio aerodinamico di Newey e l’esperienza motoristica di Honda lasciavano immaginare un salto di qualità immediato, quasi inevitabile.

E invece la pista racconta una storia diversa. Il nuovo regolamento tecnico, ancora in fase di piena assimilazione, sembra aver complicato più del previsto il quadro generale. E la sensazione è che nessuno, nemmeno i progetti più promettenti, sia davvero al riparo da difficoltà impreviste.

Il valore simbolico dell’arrivo di Button

Prima dell’inizio della stagione, Aston Martin ha compiuto un ulteriore passo nella costruzione della propria identità annunciando Jenson Button come ambassador del team. Una figura che si inserisce perfettamente nel contesto attuale: esperienza, credibilità e un titolo mondiale conquistato nel 2009.

Ma non solo. Button porta con sé anche un legame profondo con Honda, costruito nel corso degli anni non soltanto in Formula 1. Una presenza che va oltre l’immagine, diventando quasi un ponte tra passato e futuro per un progetto che cerca ancora stabilità.

“Serve tempo”: il messaggio tra le righe

In un’intervista rilasciata al quotidiano spagnolo AS, Button ha fatto il punto sulla nuova collaborazione tra Aston Martin e Honda. "La partnership tra Aston Martin e Honda è molto recente, così come quella con Newey. Ci sono molti elementi da mettere insieme, e questo non succede dall'oggi al domani; ci vuole tempo.

Tutti sono consapevoli di ciò che questo team può fare in futuro. Questo è il team che può entrare nella top quattro in futuro. Questo è il team". Parole che suonano come un invito alla pazienza. Nel ruolo di ambassador, Button mantiene inevitabilmente una visione positiva, ma senza sbilanciarsi su tempistiche precise. La top 4 è un obiettivo dichiarato, ma resta sospeso nel tempo, più promessa che scadenza.

Fiducia totale in Honda, nonostante tutto

Per Button non ci sono dubbi: Honda troverà la chiave per risolvere i problemi attuali. "La competizione è il loro punto di forza. Quando ho vinto la mia prima gara con loro nel 2006, ho visto molti uomini adulti piangere; questo dimostra la passione e il duro lavoro che ci sono dietro e non è diverso adesso.

Le prestazioni non sono ancora al top, ma lo saranno. Perché lavoreranno sodo per far sì che lo diventino; ogni giorno in Honda è un'esperienza di apprendimento". Una fiducia costruita negli anni, quasi personale, che rafforza la narrativa di un progetto ancora acerbo ma con basi solide. Il punto, semmai, è capire quanto tempo servirà davvero per vedere risultati concreti.

Una nuova fase di vita lontano dalla pista

Il ruolo di ambassador rappresenta per Button una soluzione naturale dopo il progressivo addio alle competizioni. Già all’inizio del 2025, il campione britannico aveva annunciato l’intenzione di ridurre gli impegni agonistici fino al ritiro definitivo a fine stagione. Una scelta dettata anche dal desiderio di dedicare più tempo alla famiglia, recuperando ciò che la carriera in pista inevitabilmente sottrae. "Finalmente vivo in un posto dove sono felice - a Los Angeles, USA. È qui che voglio vivere tutta la vita con i miei figli, è fantastico. Dopo la Formula 1 ho dovuto pensarci un po' per trovare il mio posto, ma ora l'ho trovato".