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Aston, Wheatley, Newey e il team principal: "Qui facciamo le cose diversamente"

© APS

C’è un passaggio della nota di Lawrence Stroll, diffusa poco dopo l’annuncio di Audi dell’uscita di scena di Wheatley dal ruolo di team principal, che vale la pena riprendere. È un avverbio, “al momento”, che Stroll usa per replicare in modo indiretto alle voci di un’Aston Martin vicina a ingaggiare Wheatley. Libero dagli impegni in Audi ufficialmente per motivi personali, nei fatti è - soprattutto - per le divergenze con Binotto sulle competenze dei rispettivi ruoli e la direzione del team, frizioni esistenti da mesi secondo la ricostruzione del giornale elvetico Blick.

Niente team principal classico (per ora)

“Viste le attuali speculazioni sul ruolo di Adrian Newey all’interno della nostra scuderia, vorrei cogliere l’occasione per fare chiarezza. In qualità di presidente esecutivo e azionista di controllo, desidero ribadire che Adrian Newey è mio socio e un azionista di rilievo. È il socio tecnico responsabile di AMR e tra noi esiste un vero e proprio rapporto di collaborazione fondato su una visione condivisa del successo dell’azienda.

Qui facciamo le cose in modo diverso e, sebbene al momento non adottiamo il tradizionale ruolo di team principal che si vede altrove, è una scelta deliberata”, sono state le parole di Stroll. Sottolineano un assetto che in questa fase non è destinato a cambiare, né verosimilmente potrebbe, visti i tempi legati al gardening leave da rispettare, prima di poter ingaggiare Wheatley con il quale si ricostituirebbe un pezzetto della storica Red Bull vincente. Su un altro pezzo di quel blocco, invece, secondo i più recenti rumours, permane un veto da parte di Newey. È il nome di Horner.

Al lavoro sugli aspetti tecnici

“Quale ingegnere di maggior successo nella storia di questo sport, Adrian concentra i propri sforzi principalmente sulla leadership strategica e tecnica, ambiti in cui eccelle. È affiancato da un team dirigenziale di alto livello che lo supporta nella gestione di tutti gli aspetti dell’attività, sia presso il campus che in pista.

Riceviamo regolarmente richieste da dirigenti di alto livello di altre scuderie che desiderano entrare a far parte di Aston Martin Aramco ma, in linea con la nostra politica, non rilasciamo commenti su voci e speculazioni”, ancora Stroll.

Per nominare una figura di team principal “convenzionale” e cambiare il modo di fare le cose scelto da Aston Martin c’è tempo. L’urgenza oggi è un’altra, è in una monoposto incapace di competere in pista, è in una Honda che si affaccia sulla gara di casa che diventa la prova del nove delle promesse fatte poche settimane fa in Australia, quando indicava nel GP del Giappone il primo appuntamento nel quale avrebbe prodotto i correttivi necessari alla power unit.