E Kimi ferma? Chi ferma Andrea Antonelli, italica speranza su quattro ruote? E chi ci ferma, urlano al vento, finalmente, gli alfieri degli sport sommersi, che dopo anni di doloroso limbo irrompono alla gloria del mondo: il baseball, il rugby, mettiamoci anche gli sport invernali. E su tutti lui, Kimi, che fa prorpie le imprese di mazze, guantoni e palla ovale e le trasporta sui circuiti di tutto il mondo: perché, certo, si può fare, non esiste l'impossibile se si ha talento, passione, ardore.
Lo sappiamo: tra un mese, per trovare notizie su baseball, rugby, curling dovremo stroppicciare i quotidiani fino allo spasimo, arrivando alle brevi, quelle notizie così piccole da perderci la vista. Siamo fatti così, noi italiani: prima pagina per l'impresa e poi l'oblìo. Il concetto di miracolo sportivo affascina gli italiani epr 24 ore, poi si torna a dividerci e a far filosofia davanti a un caffè corretto tra Var, giochisti, difensivisti, nell'eterna baruffa pallonara.
Stavolta, però, è difficile riportare nel sottoscala delle notizie in breve questi lampi di eterno che i nostri sport di nicchia (minori è un termine che ne offende la nobilità) ci hanno regalato in rapida successione. La nazionale di baseball, disciplina difficile da decrittare, piena di pause, stillicidio lentissimo di ore e ore prima dell'epilogo, ha fatto piangere i professionisti americani, idoli milionari. Ragazzi dai nomi marchiati Brooklyn - Jac Caglinone, Vinnie PAsquantino, Aaron Nola - che hanno fatto mangiare al Mondiale la polvere dell'umiliazione ai Maestri a stelle e strisce.
I colossi del rugby hanno inondato di sdegno i quotidiani britannici, battendo gli inglesi per la prima volta nella storia, con quelle facce stropicciate e le fasce strette in fronte. E poi la spedizione azzurra a Milano-Cortina che vince 30 medaglie contro l'eccellenza mondiale degli sport invernali. Coraggio, ardore, un pizzico di sana follia, che della vita è il propellente. Nessuna impresa è impossibile, perchè dall'altra parte ci sono soltanto uomini ed anche i più forti possono essere battuti. Mazze, guantoni, palloni ovali hanno indicato la strada, con orgoglio.
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