Il ricordo di un calendario raffazzonato in epoca Covid è ancora vivido, ma purtroppo la F1 rischia di dover fare nuovamente i conti con una lista di gare in equilibrio precario negli slot in cui sono state programmate.
Altri 4 GP a rischio
Due tappe sono già saltate (Bahrain e Arabia Saudita), e considerando la complessità del calendario difficilmente troveranno un'altra collocazione nel resto della stagione. Tuttavia, purtroppo rischiano di non essere le uniche: la situazione in Medio Oriente richiede la massima cautela per la sicurezza di tutto il personale del Circus, che dovrà attentamente valutare l'evolversi della situazione prima di decidere se muoversi in quelle zone. I dubbi riguardano per lo più la parte conclusiva del campionato, a cominciare dall'Azerbaijan (24-26 settembre): anche il territorio azero è stato raggiunto dai missili iraniani e per ora è bene non sbilanciarsi sull'effettiva realizzazione della tappa di Baku. Dubbi ovviamente scontati pure per quanto riguarda gli ultimi due GP dell'anno, ovvero Qatar (27-29 novembre) e Abu Dhabi (4-6 dicembre). In tutto ciò, bene non dimenticare i dubbi che aleggiano sul circuito di Madrid, che ospiterà il GP nel weekend dall'11 al 13 settembre: il circuito cittadino spagnolo è in ritardo con i lavori, anche se Liberty Media garantisce che la gara si farà.
La F1 non vuole scendere sotto i 20 GP
Insomma, è un calendario che rischia di dover essere ridisegnato. Se la situazione in Medio Oriente rientrerà, probabile che si riuscirà a correre; tuttavia è lecito avere qualche timore, per una F1 già scesa da 24 a 22 GP e che non vuole scendere assolutamente sotto la soglia delle 20 gare stagionali. Nonostante l'Arabia Saudita abbia provato a dare garanzie di scudo missilistico attorno al circuito, come riportato dalla Bild, difficilmente la F1 correrà determinati rischi che possono ledere l'immagine del Circus, soprattutto nel caso avvenissero drammatici episodi che riguardano il personale che in F1 lavora. Comunque, parlando di autunno inoltrato, c'è tutto il tempo per osservare l'evolversi degli eventi, senza la necessità di prendere decisioni affrettate.
Possibili sostituzioni
Sicuramente sarà un aprile a motori spenti, per via dell'impossibilità di intervenire in tempi brevi. Difficilmente si riuscirà a fare qualcosa a maggio, mese nel quale uno degli slot tra 10 e 17 maggio potrebbe comunque essere riempito (Imola e Portimao possono stare alla finestra); quasi impossibile pensare invece di correre nel weekend del 31 maggio, del 21 giugno oppure del 12 luglio: inserire una corsa in questi weekend, significherebbe dare vita ad un filotto di quattro o addirittura cinque gare consecutive (il 24 maggio si corre a Montréal, il 7 giugno a Monte Carlo, il 14 a Barcellona, il 28 a Spielberg, il 5 luglio a Silverstone, il 19 a Spa, il 26 a Budapest). Volendo, la F1 potrebbe provare a ridurre di una settimana la pausa estiva, inserendo una corsa il 2 agosto: se tutti fossero d'accordo, potrebbe essere una possibilità. In caso invece di ulteriori (e non da escludere) cancellazioni in coda al mondiale, come le già menzionate Qatar e Abu Dhabi, la faccenda si complicherebbe: è vero che la F1 si è già abituata a correre con temperature molto molto basse a Las Vegas, ma correre in Europa tra fine novembre ed i primi di dicembre non sarebbe il massimo per le condizioni climatiche.