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GP Australia e la maledizione degli australiani: in 40 edizioni, mai un vincitore di casa

© Getty Images

E' finito tutto quanto ancor prima di cominciare. Quella che di solito viene considerata alla stregua di una passerella, è diventata fatale per Oscar Piastri: un botto inatteso, un errore favorito da un comportamento anomalo della PU, una doccia fredda. La McLaren MCL40 numero 81 piantata nel muro, la delusione sugli spalti, lo sguardo vuoto di Oscar. E un GP Australia che nemmeno comincia, per l'unico "canguro" della griglia.

Mai un profeta in patria

Nel trentesimo anniversario del debutto in calendario di Melbourne (era il 1996), continua a non esserci gloria per gli australiani in casa. Così come non c'era stata ad Adelaide, l'altra pista ad ospitare in passato un GP Australia che continua ad essere stregato per gli australiani. Dalle parti dell'Albert Park ancora aspettano il primo profeta in patria, e finora neanche Oscar Piastri è riuscito ad essere all'altezza del compito. Vinto non avrebbe vinto, guardando come si è comportata l'altra McLaren di Norris; ma sicuramente avrebbe dato un brio diverso per tanti australiani. E invece toccherà aspettare, almeno per un altro anno ancora, prima di sentir suonare l'Advance Australia Fair dalle parti di Melbourne.

Melbourne una delle piste peggiori per Piastri

Non sono bastate 40 edizioni (11 ad Adelaide, 29 a Melbourne). Dopo Webber, dopo Ricciardo, Oscar Piastri è la speranza degli australiani. Ma come gli altri due, anche per lui il GP Australia è una maledizione. Perché non solo non è mai arrivata una vittoria, ma neanche un podio: in quattro anni all'Albert Park, Oscar ha raccolto un 8° (2023), 4° (2024), 9° (2025) posto prima della non partenza di oggi. Una delle piste in cui il pilota McLaren ha lo score peggiore, dal momento che su pochi altri tracciati non ha mai fatto neanche un podio (Montréal, Austin, Città del Messico, Interlagos, Las Vegas). A 60 anni esatti (era il 1966) dall'ultimo titolo di un australiano, Jack Brabham, in Australia ancora sognano, un mondiale e magari una vittoria in casa. Capiterà, magari: ma continua a non essere questo il momento.