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Caso motori Mercedes: passa la linea della Ferrari

Il caso-motori legato alla trovata Mercedes prende una piega favorevole a Ferrari, Honda e Audi, che con la Federazione ne avevano lamentato l’irregolarità.
   I V6 termici della Stella – pur potendo rispettare la lettera del regolamento grazie alle misurazioni a freddo – erano in grado di superare, una volta in funzione e a caldo, i nuovi limiti imposti sul rapporto di compressione (16:1).

La durezza di Toto Wolff

Solo pochi giorni fa Toto Wolff, boss Mercedes, era stato durissimo: «Il nostro sistema è perfettamente legale, in linea con regolamento e criteri di controllo. Gli altri si diano una mossa. Forse qualcuno cerca scuse, nel caso le cose non dovessero andargli bene».

Il nuovo criterio di misurazione

Ciò però non ha chiuso le discussioni tanto che, in una riunione tenutasi oggi con team e Formula 1, la Federazione Internazionale ha accettato di poter cambiare i criteri di verifica. Il nuovo metodo verrebbe applicato fin dal GP d’Australia e consiste nella misurazione dei pezzi del V6 opportunamente riscaldati, ma in forma statica.

Red Bull si schiera contro Mercedes

Tutto questo dovrà ovviamente passare per una votazione che – pur trattandosi di una modifica del Regolamento tecnico in corso di stagione – non avrà bisogno dell’unanimità ma richiederà una maggioranza qualificata (FIA, Formula 1 e quattro costruttori di motori su cinque). Unica contraria sarebbe Mercedes perché alla linea di fermezza della Ferrari, assieme a Honda e Audi, è pronta ora ad allinearsi anche Red Bull Powertrains, che in un primo momento non aveva firmato la lettera di protesta. 
La variazione dei criteri di misurazione non è una buona notizia anche per i clienti della Stella tedesca: non per McLaren che punta a confermarsi mondiale, né per Williams e Alpine.