Non si può nemmeno definire l’ultima spiaggia,
Sochi, il
Gran Premio di Russia, per
Nico Rosberg. Il campionato è fuori dalla sua portata, se si analizza realisticamente la situazione a cinque gare dal termine, analisi alla quale aggiungere le difficoltà in partenza che lo hanno visto arretrare a Spa e Suzuka, in entrambi i casi al via dalla prima fila e in entrambe le occasioni rimpiombato indietro. Dice di continuare a lottare, rendendosi anche conto di come
servirà parecchia fortuna per ribaltare le sorti, già scritte, del mondiale.
«Mi sento bene, non ho abbastanza punti e non è la situazione ideale, ma è stata una buona stagione», racconta in un’intervista a Canal+.
Con un
Hamilton ancor di più dominatore rispetto al 2014, verrebbe da dubitare che sia davvero una stagione da non buttare:
«Lewis ha fatto meglio quest’anno, non è positivo per me ma sto ancora lottando e mancano 5 gare al termine. C’è un ampio divario tra noi, dovrò essere fortunato, nello sport però può capitare di tutto e l’abbiamo visto. Voglio anzitutto vincere le gare, è il primo passo, quello più importante, poi potrò pensare al titolo». Oltre alla fortuna, poi, dovrà sperare che tra sé e Hamilton si inseriscano terzi incomodi, per togliere punti all’inglese: quasi fantascienza.
«Ci sono le Ferrari, è importante che si mettano tra noi due».
Per tornare a vincere servirà partire davanti in gara e mantenere la posizione al via. Si torna con la mente a
Suzuka, la partenza imperfetta, che ha originato poi la battaglia in curva 1 e 2: poco aggressivo quando doveva esserlo, un difetto rinfacciatogli spesso; Nico ripensa all’episodio e commenta:
«Ho lasciato un po’ troppo spazio, concordo, ma è difficile giudicare dall’abitacolo quanto ce ne sia. Guardando l’episodio in seguito, ho lasciato troppo spazio in curva 1, nella seconda ho provato a chiudere ma non ci sono riuscito a causa del sottosterzo, quello però è stato un altro problema».
Non è stato l’unico pilota ad avere difficoltà con la
nuova procedura di partenza, introdotta in Belgio, e al proposito ammette come l’adattamento in
Mercedes sia stato complicato:
«Adesso è difficile per gli ingegneri regolare la macchina prima della partenza e lo è per me scattare correttamente in griglia». Domenica sarà il via a Sochi da non sbagliare, quello che lo vide provare un assalto all’arma bianca nel 2014, consapevole che sarebbe stato l’unico momento, la partenza, curva 2, per provare a balzare davanti a
Hamilton:
«Ho fatto un po’ di pasticci, ho frenato davvero troppo tardi e ho rovinato la gara, anche se ho recuperato bene dopo. Quest’anno non sono a caccia di rivincite, voglio solo vincere».
Vincere con in mente le disposizioni chiare: prima gli interessi del team. Un imperativo che è risuonato forte dopo l’episodio di Spa l’anno scorso, che
Rosberg ricorda così:
«Ho imparato alcune cose da allora, è certo. E’ stato un caso isolato, che non ha influito alla fine. Adesso sono in lotta con Lewis, entrambi conosciamo le regole e le seguiamo, sono chiare e questo è tutto».
Regole chiare, ma servirà fare le spalle larghe nel corpo-a-corpo con l’inglese se vorrà star davanti.
Fabiano Polimeni