Suzuka arriva nel momento giusto, pochi giorni e si torna in pista, con l’obiettivo di
far dimenticare Singapore, relegarlo a un brutto sogno, un incubo. Per la
Mercedes il
Gran Premio del Giappone può diventare quello che fu l’appuntamento in Cina: l’occasione per ribadire la propria supremazia e riproporsi davanti a tutti. E’ convinto che rappresenti una parentesi, Marina Bay, nella definizione dei valori in campo,
Toto Wolff:
«Bisogna restare calmi, questo è un circuito molto particolare e le gomme lavorano diversamente da ogni altra pista, almeno per noi. Correremo a Suzuka tra una settimana e non abbiamo perso velocità sulla macchina».
Il divario imbarazzante del sabato, quel secondo e mezzo rimediato sul giro singolo, non è pensabile possa rappresentare il
reale divario tra Ferrari e Mercedes, con il team principal delle “frecce d’argento” a sottolinearlo:
«Non credo si possa perdere da una gara all’altra tanta velocità come è accaduto a noi e allo stesso tempo non credo che un altro team possa trovare un secondo e mezzo. Abbiamo parlato con i piloti ed entrambi ci hanno confermato un degrado delle gomme enorme e inspiegabile».
Dall’abbinata morbide-supermorbide si passerà a un
circuito esigente sulle coperture, sebbene per altre caratteristiche specifiche e con l’accoppiata medie-dure di nuovo in campo. Potrebbe soffrire un po’ di più la
Ferrari, almeno lo sperano in
Mercedes, dove regna la serenità in prospettiva iridata: resterà una partita a due, con
libertà di battagliare e senza ordini di scuderia.
«Abbiamo sempre detto che i piloti possono correre l’uno contro l’altro e, poiché è piuttosto improbabile che Sebastian vinca tutte le gare da ora in avanti e che Lewis sia costretto ad altri ritiri, tutto resterà immutato: nessun ordine di scuderia».
Ciò non significa che la
SF15-T non sia tenuta in gran considerazione, destinata a crescere ulteriormente, ma altrettanto convinto è
Toto Wolff della concentrazione sull’obiettivo in Mercedes e della solidità di squadra, macchina e motore.
«Andiamo a Suzuka senza alcun mal di testa se non il timore per il tifone che è previsto! Non possiamo derubricare lo scorso week end a un episodio singolo, ma al contempo sarebbe sbagliato dire che è quanto si profila in futuro: si tratta di analizzare il tutto e capire perché è successo».
Fabiano Polimeni