dal nostro inviato a Melbourne: Cesare Maria Mannucci
Oggi a Melbourne è il grande giorno tanto atteso per l’omologazione della Power Unit Formula 1.
Ferrari, Mercedes e Renault presenteranno infatti alla Fia il dossier tecnico che specifica in quale configurazione il motore correrà in Australia, quante parti in percentuale sono state cambiate rispetto alla power unit impiegata nel 2014, e quante ne resteranno, i famosi “gettoni”, da utilizzare nel corso del campionato per ulteriori sviluppi.
La Honda, come da regolamento approvato dal gruppo strategico, ha già svolto questa procedura il 28 febbraio a Barcellona con i tecnici della Fia. Ora dovrà attendere l’omologazione delle Power Unit di Ferrari, Renault e Mercedes per sapere a quanti gettoni di sviluppo avrà diritto durante la stagione. Il numero esatto sarà determinato facendo la media di quelli concessi a
Ferrari, Mercedes e Renault.
La scorsa settimana si è tenuta una riunione preliminare tra i tecnici della Fia e i tre motoristi in oggetto. In quella occasione il dossier di omologazione è stato presentato, i motoristi hanno chiesto alla Fia la corretta interpretazione relativa al “ costo” in termini di gettoni, per ogni modifica apportata. Alla vigilia della partenza per Melbourne, la Fia ha dato risposte per gli eventuali dubbi interpretativi; ora va in scena la procedura finale di quel processo di rinnovamento delle Power Unit di cui tanto si è parlato durante l’inverno.
La tendenza di tutti i motoristi, dopo le tre sessioni di prove a Jerez e Barcellona è però quella di avere un approccio abbastanza conservativo per la prima parte di campionato in materia di sviluppi omologati. Tutti si sarebbero tenuti un po’ al di sotto , in termini di componenti nuove sulla power unit, rispetto ai propulsori impiegati nell’ultima sessione di prove a Barcellona.
La Ferrari avrebbe omologato il motore per la prima parte di campionato privo dei cornetti mobili di aspirazione, riservandosi questa soluzione per il Gp di Spagna.
Anche la
Renault, sebbene Remi Taffin avesse spiegato i vantaggi di avere da subito la power unit al massimo del suo potenziale di sviluppo, avrebbe ora deciso di tenersi alcuni gettoni da spendere durante il campionato. Non per calcolo strategico ma per necessità tecnica, in quanto i propulsori visti a Barcellona, non avrebbero dato- così come la power unit della Ferrari- tutte le garanzie di affidabilità per durare per il numero di gare minimo previsto dal regolamento.