Dopo otto anni di impiego - avevano debuttato nel 2006 - sono andati in pensione i motori V8 di 2,4 litri di cilindrata, che avevano una rotazione massima limitata a 18.000 giri/minuto, ed esprimevano una potenza di circa 750 cv. Sono ora sostituiti da una “power unit”, composta da tre propulsori diversi: un motore V6 turbo di 1,6 litri di cilindrata, dotato di iniezione diretta, con rotazione limitata a 15.000 giri/minuto e bancate a V di 90 gradi.
La sovralimentazione avverrà attraverso un singolo turbocompressore, che girerà a circa 125.000 giri al minuto. La potenza massima del motore termico dovrebbe essere di circa 600 cv, ossia circa 150 cv in meno rispetto ai motori 2013, ai quali però bisognerà aggiungere i 120 kilowatt (ovvero 164 cv) prodotti complessivamente dai sistemi per il recupero di energia. Questa potenza però non viene garantita per tutto l’arco di funzionamento del motore ma per 33,3 secondi, circa un terzo del giro di pista.
Il numero dei motori è limitato: per disputare tutto il campionato su 19 gare, ogni macchina potrà utilizzare a rotazione in totale 5 unità del motore termico (l’anno scorso erano otto). Chi oltrepassa questo numero, dovrà scontare delle penalità sulla griglia di partenza. Un motore dovrà così percorrere mediamente 4.000 km invece dei 2.200 km previsti nel 2013.