Tratto da Autosprint n.31
Prima che la fabbrica chiudesse ufficialmente, sabato scorso 3 agosto, per la pausa estiva, la
Ferrari ha iniziato un’
inchiesta interna sulle cause della brutta prestazione al
Gp Ungheria. Fra Budapest e Spa ci sono circa milletrecento chilometri,
quattro settimane di tempo e un abisso come tipologia di circuito. Ma certe indicazioni possono, anzi devono servire come riferimento per cercare di salvare quanto resta della stagione. Le prossime due piste del mondiale possono effettivamente “venire incontro” alle caratteristiche della
F138. Da sempre, una monoposto che soffre la
mancanza di carico aerodinamico ha meno problemi su un circuito a bassa deportanza.
Spa e Monza, oltre a
Montreal dove si è già corso, sono gli ultimi circuiti superveloci rimasti in calendario.
Domenicali ha annunciato un “programma specifico” per il
Gp Belgio. Le specifiche sono simili a quelle del
Canada, come configurazione aerodinamica. Alcuni pezzi potrebbero andare in produzione solo nei giorni immediatamente prima del Gp. L’immagine-tipo dell’anno scorso a
Spa è la smorfia di delusione e rabbia di
Domenicali: la
Ferrari era sicura di poter arrivare prima ma
Alonso, che partiva sesto, fu centrato da
Grosjean al tornante della
Source, la prima staccata dopo il via. Magari, se Fernando si fosse qualificato meglio, poteva evitare l’incidente. Ma questa è una storia che si ripete.
Perché la
F138 manca di carico (al retrotreno)? E perché quasi tutte le
novità introdotte dopo il vittorioso
Gp Spagna sono state accantonate?
Alonso lo ha detto dopo
Budapest:
«Era normale che fossimo a questo livello, visto che siamo tornati indietro rimontando pezzi vecchi».
(...)
Questa è una parte dell'articolo completo, scritto dal nostro Alberto Antonini, che potete trovare su Autosprint n.31 attualmente in edicola.