Si parla tanto di pneumatici in questa Montecarlo, che dovrebbe essere l’ultima gara delle gomme “prima generazione”. Dovrebbe, perché prima serve l’accordo unanime di tutte le squadre. Quello che fino a giovedì pomeriggio mancava per opposizione della Force India. Che non vede i “motivi di sicurezza” invocati per cambiare le gomme. Infatti le “delaminazioni” (ovvero il distacco dei battistrada) visti finora non hanno mai provocato sgonfiamenti. La gomma mantiene la sua forma e nessun pilota ha perso veramente il controllo.
Adesso Paul Hembery, capo Motorsport della Pirelli, dice: «Siamo vicinissimi a un accordo». In teoria, la sicurezza è l’unica causa che può permettere di cambiare pneumatici a stagione in corso. Le varie tipologie vanno infatti omologate entro il settembre dell’anno precedente. Pirelli però è stanca di tira-e-molla e sa come muoversi: pneumatici posteriori diversi nella cintura, con più kevlar e meno acciaio. Quindi costruzioni più simili a quelle del 2012, con un risparmio di peso di circa 150 grammi per gomma.
Cambierà il modo di guidare, cambierà l’effetto sull’aerodinamica dellle F.1, sempre influenzata dalla deformazione dellle gomme? No, secondo Hembery: «Perché la rigidità verticale rimane la stessa e quindi le gomme non cambiano forma. Però saranno meno prestazionali, con una perdita di circa 2-3 decimi al giro».
Pirelli ha appena il tempo di approntare il nuovo lotto di pneumatici da spedire in Canada. E Hembery continua a invocare sessioni di test (e possibilmente gomme posteriori più larghe) in vista del 2014. «Dobbiamo cambiare tutto l’approccio allo sport. Altrimenti potremmo anche stancarci».
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