La decisione è stata presa in giornata. Il comunicato Pirelli parla di “costruzione rivista”. Confermando le nostre anticipazioni, dovrebbe trattarsi di un mix di tecnologie diverse. Vale a dire che si useranno pneumatici che riprendono, in buona parte, le carcasse dell’anno scorso, con filamenti in kevlar, al posto di quelle 2013 che hanno una “anima” più metallica.
Questo dovrebbe anche risolvere i problemi di surriscaldamento che secondo Paul Hembery, sono alla base dei cedimenti visti in Bahrain e in Spagna. Ma il motivo scatenante è il numero dei pit-stop. «A Barcellona - dice il capo della Motorsport - la gara è stata vinta con quattro soste, un fatto accaduto solo un’altra volta nella nostra storia. I cambiamenti che porteremo ridurranno lo sforzo sulle gomme, in modo da ridurre il numero dei pit-stop. Abbiamo anche preso misure per evitare la delaminazione causata dai detriti, anche se va detto che questo fenomeno non ha mai messu in crisi la sicurezza della gomma, che non si deformava con il distacco del battistrada».
C’è però un dubbio tecnico: se la costruzione cambia, cambia anche la deformazione della gomma in curva. Un parametro importante per lo studio dell’aerodinamica in galleria del vento. Cambieranno anche i valori in campo?
(a.a.)