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Ferrari, arriva la F138 "evo"

Questo articolo è tratto da Autosprint n.18 in edicola da martedi 7 maggio

Per la prima volta, forse, da svariati anni, la Ferrari arriva a maggio e all’inizio della stagione europea senza avere il (solito) bisogno di una “riscossa” tecnica. Certo, dopo quattro gare il bilancio piange. Ci sono già 30 punti per Alonso da recuperare a Vettel nel mondiale Piloti e 32 di svantaggio sulla Red Bull nel Costruttori (il che almeno fa pensare che il mondiale dei “numeri due” non stia andando così male, per la Ferrari). Ma è un divario dovuto soprattutto a discutibili scelte di gestione del muretto - una sosta ai box non chiamata in Malesia, una di troppo in Bahrain - piuttosto che a una crisi di prestazioni. Sempre che qualcuno non voglia tirare in ballo la sfortuna.

Comunque, la F138 cambia faccia, come previsto e necessario. Con l’obiettivo di recuperare qualcosa soprattutto in prestazione pura, nel tempo sul giro di qualifica. Perché il ritmo di gara è già piuttosto buono e la logica è stringente: se riuscissimo a partire davanti, potremmo gestire la gara con il nostro passo. Tanto più che neppure la Red Bull è perfetta, e che la Lotus è tutt’altro che imprendibile, per non parlare di McLaren.

Nikolas Tombazis, il progettista, l’aveva anticipato: «Gli scarichi sono ancora una delle aree su cui è possibile recuperare di più, come prestazione». E proprio i terminali di scarico dovrebbero rappresentare la modifica più importante sulla Rossa a Barcellona. Ma di interventi ce ne saranno parecchi: in proporzione, il “pacchetto” aerodinamico è anche più corposo di quello varato al Gp della Cina. Non solo scarichi, quindi, ma interventi sulle ali - stavolta dovrebbe toccare alla posteriore - e ai deflettori. Oltre agli adattamenti tipici da pista a pista, come le prese dei freni che potrebbero essere diverse da quelle del Bahrain... (continua)

L'articolo completo lo trovate su Autosprint n.18 in edicola da martedi 7 maggio