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Il dt Ferrari "punge" Newey

Nikolaos Tombazis è il progettista della Ferrari F138 e fa parte della pattuglia ferrarista inviata a Melbourne. Non sempre i progettisti seguono “In diretta” le loro creature, ma il primo appuntamento della F138 è importante. Alla vigilia del via mondiale, il 45enne (quasi) ingegnere greco ha parlato a ruota libera con Autosprint. Del mondiale che sta per partire, dello stato di forma della Ferrari, degli scarichi, degli avversari. Sempre simpatico, sempre bonario, ma pronto a pungere quando si parla della concorrenza. E la stoccatina più acuminata Tombazis, curiosamente, l'ha riservata proprio a... Adrian Newey, il tecnico rivale della Red Bull. Sentite che cosa ha detto ad Autosprint Tombazis in qesto estratto dell'intervista, il cui testo completo lo trovate nel numero di Autosprint attualmente in edicola.

«Rispetto a un anno fa è chiaro che siamo messi molto meglio. Ma è chiaro che non era difficile... Eravamo messi davvero male. Rispetto invece alla fine della stagione passata, siamo consapevoli che, per varie ragioni, il nostro sviluppo aveva avuto un rallentamento. Così mentre i nostri avversari, specialmente dopo la pausa di agosto, hanno continuato con un certo ritmo di sviluppo, noi siamo calati. E il divario, che prima della pausa era di due, tre decimi è aumentato fino a sette-otto decimi. Rispetto ai team di riferimento, Red Bull e McLaren, abbiamo quindi finito la stagione abbastanza male».

- Quindi cosa è cambiato?
«Quest’anno abbiamo impostato un programma di sviluppo abbastanza “spinto”. E rispetto ai riscontri dell’autunno scorso e dell’inverno di un anno fa, siamo soddisfatti. I vari “delta” (cioè gli incrementi prestazionali misurati rispetto all’anno scorso, ndr) sono coerenti. Abbiamo introdotto il nostro pacchetto per la prima gara, un pezzo alla volta, e ogni pezzo si è confermato bene, senza sorprese, incubi o altro. Sotto questo punto di vista, perciò, tutto è andato abbastanza bene. Da lì a dire come siamo mesi rispetto ai concorrenti... È un po’ più difficile».

- Chi ammiri di più nell’ambiente? La Red Bull è l’esempio da seguire?
«A tutti piace essere considerati bene, essere elogiati. Però l’obiettivo è combinare tutto questo con le vittorie. Che a noi, in questi ultimi anni, sono mancate. Senza sapere i dettagli della Red Bull, credo che il modo in cui noi siamo organizzati sia abbastanza diverso. Noi non abbiamo una persona che fa tutto, che finge di sapere tutto, mentre tutti gli altri sono schiavi (il riferimento è ad Adrian Newey, ndr) Abbiamo una squadra forte e anche abbastanza “profonda”, abbiamo, negli ultimi anni, dovuto esaminare perché non stavamo vincendo e quindi rivedere molte cose, sia sul lato aerodinamica che sull’ufficio tecnico. A volte si parla tanto in positivo di una persona da sentirsi quasi in imbarazzo di fronte ad altri colleghi che non prendono gli stessi meriti. Dal punto di vista tecnico penso che sia difficile non provare ammirazione per Adrian Newey. Dal punto di vista umano, conosco anche altre persone...».

Va specificato che Tombazis conosce bene Newey: i due hanno lavorato assieme nel 2004 e 2005 in McLaren quando Newey era il direttore tecnico prima di andare nel 2006 alla Red Bull mentre Tombazis l'anno ha lascaito anche lui Woking ma per Maranello. Questo fa capire che allora non è che lavorassero proprio in armonia...

L'intervista completa sul numero di Autosprint attualmente in edicola che contiene anche la guida speciale al mondiale F1 che sta per partire: 80 pagine con l'analisi dei team, dei piloti, la tecnica delle squadre, i circuiti e tutti gli orati epr seguire la F1 in tv o dalla diretta via web o twitter che Autosprint vi offrirà anche quest'anno.

Alberto Antonini