Solo stamattina, venerdì 30, Maranello ha emesso un comunicato in cui si dice: “Prendiamo atto della risposta inviata stamattina dalla Federazione e pertanto consideriamo chiusa la questione”. Sempre nel comunicato si aggiunge: “La richiesta di chiarimenti è stata provocata dalla necessità di far luce sulle circostanze della manovra, emerse su Internet solo nei giorni successivi alla conclusione della gara, e non dalla volontà di minare la legittimità del risultato sportivo”. Che cosa c’è scritto nella lettera della Fia? Intanto, va sottolineato il fatto che Maranello avesse scritto direttamente al presidente Todt.
In sostanza, la replica del potere sportivo si incentrerebbe sul fatto che non esista un “caso Vettel”, visto che le regole del sorpasso sono rispettate in virtù della bandiera verde sventolata dal commissario prima del pannello giallo (e della successiva luce verde). Dice la Fia: il primo segnale ha sempre ragione. Da segnalare che già ieri è scoppiata la contro-polemica sul web. Su alcuni siti la bandiera verde non sarebbe stata “applicata” con un’operazione tipo photoshop. Ma in realtà è praticamente impossibile fare qualcosa del genere.
E comunque la postazione dei commissari esiste, come faceva a essere vuota durante la gara? Tutta la vicenda prova solo, una volta di più, che anche la F.1 deve fare i conti con il potere mediatico della Rete.
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