Ma Fernando getta acqua sul fuoco: «Hanno fatto la scelta più sicura su una pista nuova. Noi non abbiamo più problemi degli altri a mandare le gomme in temperatura. Il problema è di competitività, non di pneumatici. Questa qualifica ha dato ben poche sorprese: le posizioni sono più o meno quelle di Abu Dhabi. E la macchina è cambiata poco». In effetti, su alcuni sviluppi (vedi le “strisce” sotto l’ala posteriore) la squadra è tornata indietro. «Abbiamo visto - dice Fernando - che serviva un assetto più carico, quindi dovevamo usare altre soluzioni».
Le posizioni finali (già cambiate per la retrocessione di Grosjean, dovuta al cambio sostituito) saranno determinate anche dalla decisione dei commissari riguardo a Webber, che non si sarebbe fermato a un controllo di peso nella Q1. Il problema è che il lato della pista, qui, è decisivo. «Partire nelle posizioni pari, cioè a sinistra, è uno svantaggio» osserva Felipe. «Nelle prove sembra di andare su ghiaccio».
Alonso aggiunge un altro problema: «Il Drs non serve a molto, il rilevamento è su un tratto veloce, non è facile avvicinarsi a meno di un secondo. La partenza e la prima curva sono fondamentali. Attaccare a fondo? Lo faccio già da mesi...».
Alberto Antonini
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