Alla prova del fuoco, la F2012 è crollata miseramente e anche l’errore di Alonso (nella foto mentre ritorna a piedi ai box, subito dopo) - che forse gli è costato l’ammissione alla Q3 - può essere visto come la conseguenza di un tentativo disperato. «Non mi sono accorto di avere messo le ruote di sinistra sull’erba»; dice, ma poi aggiunge: «È abbastanza ovvio che facciamo fatica anche in rettilineo. Non riuscivo neanche a passare la Hrt di Karthikeyan. Perdiamo 15-20 km/h sul dritto da altre vetture e questo è parte dei nostri problemi. E non promette bene neanche per recuperare posizioni in gara».
Gara che per Fernando ha «come prima priorità portare a casa dei punti, come seconda arrivare nei primi cinque». Il bello - o il brutto - è che proprio Alonso cerca di tracciare un bilancio positivo dicendo «l’anno scorso qui prendevamo 1”4, adesso nel Q2 ero a un secondo, quindi andiamo meglio».
Ma proprio Massa, disastrosamente fuori dall’ultima fase e relegato in ottava fila, contraddice il compagno di squadra: «Andiamo peggio, perché abbiamo più gente davanti. E anche peggio rispetto ai test di Barcellona. Qui ho dovuto lottare a ogni curva, l’aderenza era sempre poca e con le gomme più dure era come guidare sul ghiaccio».
Un bilancio disastroso, confermato in parte dai numeri. In rettilineo le Ferrari viaggiano a 305 orari al massimo, contro i 316,7 di Perez e i 314 di Hamilton. Ma è chiaro che il problema della Rossa non è solo la resistenza aerodinamica - forse dovuta proprio alla necessità di usare molta ala - che la rende più lenta. In entrata e uscita di curva l’anteriore saltella continuamente, e Felipe ripete: «Manca trazione».
Si pensa così a una strategia estrema, ma sempre Massa spegne le speranze: «Una sosta sola sarebbe troppo». Eppure qualcosa bisognerà inventare.
Alberto Antonini