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Verstappen e Hamilton, dal Nürburgring a Montreal tra i dubbi sul futuro

© Getty Images

In attesa che il Circus della F1 si sposti a Montreal per il quinto GP della stagione, gli occhi degli appassionati si sono concentrati sull’ultima gara “old style” rimasta nel panorama motoristico. La 24 Ore del Nürburgring. Tanto affascinante, quanto complicata. Tanto imprevedibile, quanto pericolosa. 25 chilometri di saliscendi con oltre 170 curve da affrontare in balia di condizioni meteo che possono variare da un giro all’altro del tracciato. E, spesso, anche da un settore all’altro.

Verstappen e la sfida del Nürburgring

Nello scorso weekend ben 161 vetture di tutte le categorie si sono sfidate sul Green Hell, eccezionalmente derogando al limite di 150 unità imposto a regolamento. Addirittura 41 erano le GT3. E tra queste ce n’era una con livrea Red Bull ed il numero 3 che aveva addosso gli occhi di tutti e 350mila spettatori (oltre a quelli seduti sul divano di casa). Perché, oltre a tre ottimi piloti – Juncadella, Auer e Gounon – su quella Mercedes c’era Max Verstappen a completare la line up.

Già, Max si è fatto un regalo, disintossicandosi da una F1 che lo convince poco. Lo sappiamo che, da un po’ di tempo a questa parte, le GT3 stanno attirando la sua attenzione. Attrazione che ultimamente si è fatta ancora più accesa, proprio perché i nuovi regolamenti della FIA vanno contro il suo modo di vedere le Corse. Che poi è stare semplicemente “flat out” sfidando i limiti della fisica. E la sua scelta è caduta sulla sfida infernale del Nordschleife, per la quale si è preparato con la consueta ossessività.

Questa 24 Ore è molto tosta da preparare per i tecnici che devono curare i minimi dettagli dei componenti montati in vettura e scegliere un set-up che sia il miglior compromesso in condizioni di grip estremamente diverse. Ed è ancor più difficile da interpretare, rispetto ad altre gare simili. Difficile per gli strateghi al muretto, che devono essere estremamente lucidi nel decidere, per esempio, quali pneumatici montare e quando. Perché il passaggio da essere considerato un genio o uno stupido, al Nurburgring, è ancora più breve del solito…

Ed è una gara decisamente difficile da interpretare anche dai piloti che devono gestire, appunto, le diverse condizioni di grip che trovano lungo il tracciato ma, soprattutto, la quantità esorbitante di vetture più lente che si palesano davanti ai loro occhi improvvisamente, magari dietro a curve o dossi ciechi.

Futuro endurance per Max? 

Max e i suoi compagni hanno interpretato perfettamente la gara. Perlomeno fino a tre ore dalla fine quando un guasto tecnico ha fatto terminare il sogno di un esordio vincente. Un finale che non ha però scalfito i sentimenti positivi di Verstappen per le vetture GT3 in generale e per questa sfida Endurance in particolare. È chiaro che se gli stimoli per continuare il suo percorso in F1 dovessero definitivamente affievolirsi – ed è un’ipotesi tutt’altro che campata in aria – Max ha già deciso dove atterrare. Per la felicità degli organizzatori di gare e campionati Endurance che avrebbero così un boost straordinario…

Anche se alcuni rumours fanno intravedere un ritorno al passato delle power unit, non crediamo che Max possa resistere ancora 4-5 anni con questo scenario. A meno che le performance della sua Red Bull non si impennino improvvisamente o, piuttosto, che il suo amico-ingegnere Lambiase, di concerto con Stella, non gli liberi un posto al sole su una vettura color papaya. Ipotesi da non trascurare, che tornerebbe a solleticare la sua ambizione di correre per vincere…

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