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Leclerc e Ferrari, come è bello vincere nella Wembley racing!

Pubblicato il 6 luglio 2026, 13:01
Vincere a SIlverstone è sempre speciale per la Ferrari
Ecco perché un successo Ferrari a Silverstone, sacrosanto o fortunoso, poco importa, meritatissimo o meritatino, è qualcosa di più di una semplice vittoria Rossa: oh sì, rappresenta un boost, una botta di kers, un Drs, un overtake mode che trascolora in festa pop e anche in una specie di dichiarazione di guerra al mondiale. In fondo, messo come è messo in calendario il Gran Premio di Gran Bretagna, se vinci lì vuol dire che te la giocherai per un pezzo, la sfida per l’iride, vada come vada. Prost, Schumi, a parte lo strano caso di Barrichello col pretaccio invasore, ma anche ciascuno nella sua era Raikkonen, Alonso, Vettel e Sainz, quest’ultimo nell’anno del sacrificio tattico-autolesionistico di Leclerc, sono lì a dimostrarlo.
Silverstone è l’esame il cui voto alto ti porta a pretendere una laurea speciale cum laude, a fine corso, ecco. La storia Cavallina parla, anzi, nitrisce chiaro.
E poi c’è un aspetto doppiamente retributivo, nei confronti di Charles Leclerc, inspiegabilmente sacrificato - o spiegabilmente, ma lasciamo perdere le polemiche, di fronte a una festa come questa -, perché il monegasco cercava il risarcimento filosofico appunto di Silverstone 2022 oltre a quello socio-emotivo della sua annata in corso, che dalla Cina 2026 in poi - con epicentro dal Canada e fino all’Austria -, aveva preso una piega orrenda, abrasiva, punitiva e meritevole di risposta grande. Che arriva, magicamente, nel posto più autorevole e significativo, ovvero non solo a casa dei Costruttori britannici di cui sopra, ma anche e soprattutto nel parco giochi di Sir Lewis Hamilton. Ingombrantissimo compagno di squadra, al quale bisognava pure dare una risposta. E la replica arriva, bella, importante, entusiasmante, corale e con reazione onestissima, visto che lo stesso Hammer tranquillamente ammette che in gara il passo di Leclerc era migliore e più veloce del suo, al netto delle infrazioni contestate e delle vicende particolari che hanno poi contribuito ad acuire la differenza in classifica tra i due.
Morale della favola, godiamoci questa bella storia. Ora la Ferrari, rispetto al 2022, al posto del dito adunco e dritto del predicozzo di Binotto, riparte da Silverstone con un indice ideale e disteso che punta avanti. Verso un campionato mondiale che improvvisamente si trasforma in un caldo mare d’asfalto in cui, comunque vada, il naufragar le e ci sarà dolce.
E com’è bello battere i maestri delle corse, quando da troppi anni ci si sente bidelli.
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