Piastri entusiasta della sua esperienza di spettatore al TT

Oscar si è goduto il suo primo shot all'Isola di Man a vedere la gara motociclistica più antica e pericolosa
Piastri entusiasta della sua esperienza di spettatore al TT
© Account Instragram @oscarpiastri

Mario DonniniMario Donnini

Pubblicato il 1 giugno 2026, 10:27

Sinceramente, ci sono capitato per caso, ma a volte ci vuole anche un pizzico di fortuna. Morale della favola, mercoledì 27 maggio nella casa in cui di solito risiedo per tutte le due settimane del TT dell’Isola di Man, all’altezza del salto di Ago’s Leap, giusto al centro della capitale Douglas, comincia a girare una voce strana: occhio che questo pomeriggio durante le prove dovrebbe arrivare Oscar Piastri, pilota della McLaren F.1, accompagnato dal manager e connazionale australiano Mark Webber.

Mark Webber e il richiamo dell’Isola

Webber lo avevo già visto un paio di volte sull’Isola, ai tempi in cui era pilota Red Bull in Formula Uno e poi anche uomo Porsche nel mondiale endurance. La prima volta è venuto nel 2008, da grande amico di John McGuinness, icona vivente delle road races. Molto chiaro il parere di Mark sul TT: «Sull’Isola di Man è incredibile vedere di cosa è capace un essere umano e i livelli di concentrazione che raggiunge sapendo che anche il minimo errore potrebbe costargli la vita.

C’è qualcosa di speciale nel vedere le persone mettersi in situazioni in cui sono sole... e sapere che l’unica strada percorribile per loro è andare avanti a tutta». Quanto alle sue esperienza di Virgilio in questo vero e proprio inferno del Rischio, Mark è molto chiaro: «Per me è sempre un privilegio portare degli amici a vedere per la prima volta il TT: con questo tipo di competizioni che non mancano mai di esaltare il coraggio allo stato puro. Penso sia un’esperienza che valga assolutamente la pena di fare».

A bordo pista con Oscar Piastri

E poi c’è lui, la star, Oscar Piastri. Arriva in jeans, scarpe da tennis, t-shirt e cappellino Monster, il suo sponsor - non casualmente anche supporter ufficiale del TT -, saluta tutti e appare rilassato, carinissimo, di buon umore. 

È già stato al Grandstand, in zona paddock, dove Mark Webber lo ha presentato a John McGuinness e ai piloti più famosi, quindi si è sparato un giro del tracciato di 60 km a bordo della Safety-car e adesso è giunto il momento dell’esperienza diretta. Con una sessione di qualifica delle big bikes, pronte a sfrecciare in impennata ben oltre i duecento orari sul salto che deve il suo nome ai voli perfetti di Giacomo Agostini, quando “Mino” dominava all’inizio degli Anni’70 in sella alle pluricilindriche griffate MV Agusta, raggiungendo la ragguardevole cifra di 10 TT vinti. Ma questa è un’altra storia.

Sfoglia le pagine per continuare a leggere (1/2).

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading