La storia favolosa di Jerry, fan centenario della Indy 500

Da ottantasei edizioni in tribuna per gustare la classica dal vivo!
La storia favolosa di Jerry, fan centenario della Indy 500

Mario DonniniMario Donnini

Pubblicato il 18 maggio 2026, 10:38

Per una volta non mi schiero con i supermen e la supergirl che stanno girando a Indy, affilando il carbonio sfiorando il muro a quasi 400 all’ora per la sfida di fine mese alla 500 Miglia più famosa e bella del mondo. No, non proprio.

Andando completamente in controtendenza, sennò che ci starei a fare in una rubrica come questa, per una volta il tifo lo concentro in tribuna, in una delle zone più protette e dedicate all’ospitalità più nobile, tra i fans fragili ma anche, per certi versi, eterni quanto inossidabili.

Cento anni e 86 edizioni vissute dal vivo: la leggenda silenziosa della 500 Miglia

A dimostrazione del fatto che certe istituzioni, anzi, alcune tra le leggende più belle dell’automobilismo da corsa, devono tanto, tantissimo non solo ai campioni che hanno contribuito a edificarle, ma anche e soprattutto ai race fans che restano la materia prima e l’essenza più pura dei sogni, quando, solidificandosi nei decenni, diventano stupenda e prodigiosa realtà.

Ebbene giovedì scorso a Indy, mentre impazzava in pista la lotta per ben carburare e assettare le trentatré Dallara, il signor Jerry Hofmockel ha compiuto esattamente cento anni d’età, peraltro mostrando una lucidità e una coerenza di sensibilità sportiva che non ci possono non rendere tutti sinceramente meravigliati e con un pizzico di sana invidia possibilmente emulatrice.

Perché questo augusto tifoso della classicissima dell’Indiana in realtà ha assistito alla sua prima edizione da spettatore quando aveva solo dieci anni d’età, vale a dire appunto novanta anni orsono, grazie alla compiacenza di suo nonno. Che gli regalò uno spettacolo talmente abbacinante e bello, da riportare il nipote puntualmente sul superspeedway per assistere a ottantasei delle centodieci edizioni (compresa questa, per scaramanzia) della gara più bella ed emozionante del mondo. 

Detta in altri termini, il buon Jerry Hofmockel era lì anche due anni dopo, quando a Indy fece visita Tazio Nuvolari, per verificare le possibilità di un ingaggio in extremis per il superovale (peraltro non concretizzatosi), ripetendosi anche per i tentativi infruttuosi di Juan-Manuel Fangio, Nino Farina, Pedro Rodriguez e Chris Amon, tanto da vivere direttamente, tifando e gioendo, le ere di Bettenhausen, Foyt, Clark, Andretti, Mears, della famiglia Unser e di Castroneves, tanto per citare un veterano inaffondabile che è ancora in pista a 51 anni suonati, quasi la metà dell’età dell’Indy fan più sorprendente del mondo.

A cento anni sogna ancora il via della 500 Miglia

Ovviamente in questo momento, dopo aver festeggiato il compleanno e ringraziato tutti coloro che gli hanno fatto gli auguri, Jerry Hofmockel si è detto molto contento e anche speranzoso di poter star bene il giorno della gara, tanto da assistere dal vivo almeno ai primi giri, quelli più convulsi, tutt’al più per potersi godere anche il finale, che a Indy rappresenta da sempre il selvaggio e saporitissimo piatto forte.

Sfoglia le pagine per continuare a leggere (1/2).

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading