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Il Rally di Sardegna si apre col botto: Ford annuncia il suo ritorno da ufficiale

Chiara Rainis
Pubblicato il 1 ottobre 2026, 19:32
Non sappiamo se voluto, o casuale trattandosi dell’ultima gara del 2026. Sta di fatto che Ford, per rendere noto il suo rientro nel Mondiale a partire dal 2028 ha scelto proprio la Sardegna, dove, nel 2012, come un fulmine a ciel sereno, annunciò il suo ritiro, lasciando l’allora pilota di riferimento Petter Solberg attonito e quasi senza parole in una conferenza stampa in cui in teoria avrebbe semplicemente dovuto parlare della gara che da lì a poco sarebbe cominciata. Dunque, dopo mesi di ansia per le sorti del campionato, come tra l'altro aveva anticipato Autosprint, finalmente è arrivata una notizia che fa tirare un sospiro di sollievo e si unisce a quella dell’ingresso dei due preparatori RallyOne e RMC Motorsport dal 2027.
Da quanto si apprende, il costruttore a stelle e strisce resterà legato ad M-Sport, proseguendo una collaborazione nata nel lontano 1997. La vettura adottata dal 2029 sarà scelta tra le cinque stradali dallo spirito corsaiolo in uscita, in modo da rimarcare l’importanza del passaggio di competenze dalle corse alla strada e viceversa. E’ importante sottolineare che, come fece nel 2012 Volkswagen quando iniziò a prendere le misure del Mondiale, in cui poi entrò da ufficiale nel 2013, schierando Ogier – Ingrassia su una Skoda Fabia S2000, l’annata ventura il costruttore americano fornirà al team diretto da Richard Millener una Ford Fiesta WRC27, concepita secondo le nuove regole, e non un semplice adattamento della Rally2 attuale tramite adozione del kit aerodinamico validato dalla FIA come in precedenza ipotizzato, mentre dal 2028 prenderà avvio la partnership vera e propria con la fornitura di tutti gli elementi a livello factory.
Ford rientra nel WRC, il perché della decisione inattesa
In molti si staranno chiedendo le ragioni di questo colpo di scena che non potrà che fare bene al movimento. E la risposta l’ha fornita lo stesso direttore generale di Ford Racing Mark Rushbrook. Al di là della volontà di spegnere le 125 candeline con stile, un ruolo importante lo avrebbe giocato la nomina di una figura esperta come Eric Boullier quale nuovo promoter della categoria, oltre ad un regolamento 2027 più adatto alle esigenze attuali dell’automotive e una gestione più ponderata e sostenibile delle risorse.
Ovviamente, un marchio non sceglie di assumersi un impegno del genere soltanto per mere questioni pratiche. Il marketing la fa sempre da padrone. E il desiderio fra le righe è quello di battere la Cina che, da tempo, sta rubando importanti fette di mercato alle aziende occidentali e orientali, ma che non può contare su un aspetto non indifferente nel motorsport: la storia e un'eredita emotiva.
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