Neuville ringrazia il test team Hyundai, il belga vicino all'addio?

Ad una settimana dal via del Rally di Sardegna Thierry ha voluto omaggiare le figure meno visibili della squadra, mentre il suo futuro è incerto
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Neuville ringrazia il test team Hyundai, il belga vicino all'addio?
© Getty Images

Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 24 settembre 2026, 17:02

Quando manca un solo round alla fine del Mondiale Rally 2026 i dubbi in prospettiva 2027 restano molti. Se in apparenza la prossima annata potrebbe dare l’idea di essere una semplice cavalcata per lo squadrone Toyota, le prestazioni delle neonate RMC e RallyOne  rappresentano un’incognita. Allo stesso modo sono tutte da decifrare le scelte di M-Sport, la quale adotterà il kit aerodinamico avanzato avvallato dalla FIA, anziché  sviluppare un’auto nuova, e ancor di più  di Hyundai il cui avvenire è un gigantesco punto di domanda.  La sensazione è che negli ultimi mesi il costruttore coreano abbia vissuto alla giornata, senza alcuna volontà di pianificare e pensare al domani, lasciando, di conseguenza i suoi piloti nel caos mentale più assoluto.

In mezzo a tale indecisione ha suscitato clamore la decisione improvvisa di uno dei driver di Alzenau, Esapekka Lappi, di appendere il casco al chiodo. Un fine carriera imprevisto che potrebbe essere seguito da altri. Mentre Dani Sordo sembra essere salvo e sempre più vicino al progetto spagnolo WRT per cui farà da tester, Adrien Fourmaux e Thierry Neuville sono in bilico.

Il lungo post di ringraziamento, il futuro (incerto) di Neuville

E a proposito del belga, che con la squadra con base in Germania ha vinto il suo unico titolo iridato nel 2024, non ha lasciato indifferenti un lunghissimo messaggio apparso sui social al termine dell'ultimo sforzo in preparazione di una gara iridata, che sarà il Sardegna la prossima settimana. Il 38enne si è preso del tempo per rendere merito a grazia al test team che lo ha accompagno in questi sei anni di adozione delle Rally1, ma tra le maglie delle sue commosse parole potrebbe nascondersi altro. Un congedo? Può darsi, anche se è difficile individuare la destinazione al momento. 

“Infinite ore dietro al volante, migliaia e migliaia di chilometri, innumerevoli giorni spesi alla ricerca di piccoli miglioramenti per rendere la macchina più veloce. Ma dietro ad ogni prova c’era sempre un gruppo, che ha lavorato nell’ombra e reso tutto ciò possibile”, si legge. Il driver di Sankt Vith si è quindi soffermato sui meccanici, sul loro vai e vieni comunque fondamentale per costruire un veicolo vincente, e spesso. “Alcuni hanno potuto godere delle vittorie, altri si sono dati da fare dietro alle quinte senza poter beneficiare dei momenti di visibilità. Mentre si chiude questo capitolo ci tengo dunque a dire grazie a tutti coloro che hanno ha fatto parte  della squadra dedicata ai test nel corso degli anni. Il vostro contributo ha fatto la differenza, anche quando nessuno guardava”, ha chiosato infittendo il mistero con un invito a spingere (soltanto) per il gran finale di annata. 

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