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Il WRC vuole imitare la F1, in Sardegna il debutto di un'importante novità

Chiara Rainis
Pubblicato il 23 settembre 2026, 19:44
La sensazione è che il motorsport abbia deciso di seguire una medesima direzione incurante del rischio di perdere le specificità delle singole discipline. La dimostrazione è la MotoGP che, da poco acquisita da Liberty Media, vorrebbe replicare il tipo di spettacolo offerto dalla F1, e non ci riferiamo, ovviamente, a quello in pista, ma tutto il contorno. Va tuttavia riconosciuto che, nel tentativo di rendere maggiormente partecipi gli spettatori e portarli dentro alle corse come fosse un videogioco, la classe regina del motociclismo ha già cominciato a sperimentare le comunicazioni radio. Finora rese inutili dalle preziose tabelle esposte dagli addetti in pit lane, verranno con ogni probabilità introdotte per aggiungere pepe all’azione, in barba alle lamentele di molti piloti che ne hanno criticato l’effetto disturbante.
Se dunque il Motomondiale ha deciso di sposare le metodologie dell’apice dell’automobilismo, magari sperando in qualche bella polemica per infarcire il post sessioni o GP di chiacchiere succulente, anche la top class dei rally si è sentita in dovere di studiare qualcosa che possa fornire materiale extra su cui discutere.
L’intuizione di Boullier per rivitalizzare il WRC, quando lo show coincide con la tecnologia
Tutto merito, o colpa, lo scopriremo solo vivendo, del nuovo promoter. Non a caso a gestire al 100% il WRC dal 2027 sarà una vecchia conoscenza delle monoposto, ossia quel tale Eric Boullier, passato tra il 2009 e il 2018 ai box Lotus e McLaren. In questo caso la novità non riguarderà l’uso della radio, bensì una telecamera speciale da inserire nel casco in modo da ampliare lo spettro delle inquadrature e permettere al tifoso di guardare il percorso con gli occhi del pilota e avere più dati a disposizione. Dopo le prime verifiche in corrispondenza di alcuni test pre-evento, l’elmetto provvisto di un ulteriore “occhio” farà il suo debutto in un contesto di gara in Sardegna, ultima fatica del 2026, nel primo weekend di ottobre. “Vogliamo adottare un nuovo approccio in termini di contenuti”, ha spiegato al sito DirtFish il manager transalpino a proposito delle ragioni che lo hanno spinto a puntare su questa introduzione.
“Lo strumento, approvato e omologato dalla FIA, è identico a quello usato in F1 e lo proveremo nelle giornate di giovedì e venerdì”, ha quindi svelato identificando nella Ford Puma di Jon Armstrong la cavia per l’esperimento. Cosa dovremo quindi aspettarci dal WRC del futuro? Da quanto si apprende, l’intenzione sarebbe quella di pigiare sul gas del coinvolgimento emotivo. Come già avevamo anticipato, il semplice ed essenziale parco assistenza attuale verrà sostituito da un’Arena, verranno sfruttate meglio le piattaforme sociali, probabilmente ci saranno più ospiti vip, mentre il format di corsa verrà rivisto per quanto concerne la domenica e la Powerstage. Nulla è stato invece ancora deciso sulla riproposizione della Qualifying Stage, richiesta nelle scorse settimane dagli stessi protagonisti del Mondiale.
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