Il futuro di Hyundai è in bilico, la preoccupazione di Fourmaux: "Non so dove andare"

Chiara Rainis
Pubblicato il 2 settembre 2026, 10:40
Quando si fa riferimento agli sportivi di livello professionistico e quindi anche ai piloti, si tende a sottovalutare l’impatto emotivo che può avere l’incertezza del futuro. C’è chi questo vivere sempre in bilico tra riconferma e licenziamento ha cercato di prenderlo con filosofia essendo una costante del suo percorso, ad esempio dal suo ingresso in F1 avvenuto nel 2013 Valtteri Bottas ha avuto soltanto contratti di durata annuale. Un disagio non indifferente che lo ha portato a gareggiare sempre nell’ansia dell’avvenire, seppur annacquata dalla sua essenza finnica. Nel caso del portacolori Cadillac sono state le prestazioni a dettare il passo, ma cosa succede quando non si sa cosa farà il proprio datore di lavoro?
La storia delle competizioni auto è piena di racconti di aziende che dall’oggi al domani hanno lasciato, disinteressandosi del destino di driver e dipendenti. Giusto per fare qualche nome ricordiamo l’addio di Peugeot al WEC nel gennaio 2012 a pochi giorni dalla chiusura delle iscrizioni, quello di Ford e Citroën al WRC rispettivamente nel 2012 e nel 2019 e ancora restando nei rally, il saluto forzato di Volkswagen dopo il diesel-gate del 2016 che portò al ritiro di Jari-Matti Latvala e alla “retrocessione” di Andreas Mikkelsen al WRC2, con Sébastien Ogier unico a salvarsi grazie all’ingaggio in M-Sport.
Le incertezze Hyundai spaventano Fourmaux, la paura del pilota francese
Ebbene, quanto ci sta narrando il Mondiale Rally negli ultimi tempi non è dissimile. Dal 2024 Hyundai sta nuotando a riva, incapace di dare serenità e garanzie ai suoi driver, e quindi di indicare una via per il futuro. Restare o rimanere, è la domanda in stile Clash che si stanno ponendo incessantemente ad Alzenau. Di certo in fabbrica il 2027 pare essere pressoché inesistente e se dal canto suo il veterano Thierry Neuville ha espresso una certa inquietudine, non meno teso si è mostrato Adrien Fourmaux al termine del fine settimana del Paraguay. Quinto della generale con 149 punti contro i 216 di Evans, ma soprattutto in crescita, nonché il migliore della Casa coreana, il transalpino sta vivendo gli ultimi appuntamenti del 2026 come una clessidra.
“Hyundai non sarà più impegnata nella stessa forma di adesso”, ha dichiarato convinto che le i20 continueranno comunque ad essere presenti come private e che non si arriverà ai saluti definitivi. “Io invece, sono a piedi. Sfortunatamente non ho nulla per le mani e questo mi spaventa molto. In Toyota sono al completo quindi non saprei proprio dove andare”, ha confessato rammaricato. Aperto a fare il passo del gambero nel WRC2, il 31enne laureato in medicina ha tuttavia sottolineato la propria disponibilità ad una sola condizione: tornare nella massima categoria nel 2028 sulla stregua di quanto fece Séb con la Skoda nel 2012. In un clima di complessiva nebulosità, il francese si aggrappa al nuovo promoter. La speranza, condivisa anche dai colleghi che un contratto lo hanno, resta l’ingresso di nuovi marchi importanti.
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