Ora Pajari fa davvero paura, così il giovane Sami potrebbe beffare l'esperto Evans

Chiara Rainis
Pubblicato il 2 settembre 2026, 10:42
Non l’hanno sentito arrivare, per rubare le parole a qualcuno, e forse è proprio questo che lo ha aiutato. Prima del Montecarlo dello scorso gennaio Sami Pajari era semplicemente un outsider, qualcuno che a detta di tutti avrebbe potuto portare a casa qualche buon risultato e nulla più. Nessuno poteva immaginarsi che sarebbe diventato uno dei principali contendenti al titolo. Non certo Sébastien Ogier che, all’indomani del Rally del Paraguay, ha manifestato tutta la propria sorpresa per le prestazioni del compagno di squadra. Campione Junior WRC nel 2021 e WRC2 Junior nel 2024, il finnico ha impiegato una stagione intera a prendere dimestichezza con la sua Yaris Rally 1, ma dopo il ritiro subito nel Principato si è trasformato mettendo il turbo.
Costantemente sul podio tranne che in Portogallo e in Grecia, ha infilato tre successi di fila come solo i piloti dotati di quel quid in più sanno fare. Bravo ad approfittare dei problemi altrui e degli evidenti cali di rendimento come quello che sta vivendo il leader della generale Elfyn Evans, il 24enne ha via via scalato la generale ed eroso il vantaggio del gallese, a tre round dalla fine distante appena 20 punti.
Pajari “l’underdog”, così il finnico si è trasformato in uno dei favoriti al titolo
L’aspetto forse più sorprendente è la maturità che ha finora dimostrato. Capace di dosare bene le forze, spingere dove è necessario e tenersi lontano dai guai (a differenza di altri papabili come Katusta e lo stesso Séb), anche ad Encarnación ha cercato, riuscendoci, di adottare un approccio intelligente malgrado gli imprevisti non siano mancati, come una perdita d’acqua nella giornata di venerdì e un’uscita che ha compromesso l’aerodinamica della sua vettura il sabato. Senza paura di riconoscere di essere diventato un cliente scomodo per l’esperto collega della Toyota, Sami ha promesso che farà di tutto per riportare la corona in Finlandia. “Proverò a fare del mio meglio, ma non sarà facile”, ha affermato con giusta cautela.
I rally, si sa, regalano colpi di scena improvvisi e continui, ed essere in buona posizione non è mai garanzia di riuscita. E forse l’unico modo per non farsi prendere dall’ansia da prestazione o delle attese, e mantenere la necessaria tranquillità è non pensare al traguardo più ambito. “Non voglio focalizzarmi troppo sulla vittoria iridata. Sono già contento delle tre gare conquistate”, ha dichiarato pronto a tornare tra I suoi laghi per ricaricare le batterie in vista del Cile a metà settembre.
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