Ogier il principe della retromarcia, prima si scusa con la FIA, poi "ritratta" su Pajari

Al termine di un complesso Rally del Paraguay il sempre polemico Sébastien ha dovuto mettere la pezza ad alcune recenti gaffe, una delle quali piuttosto mal digerita dai destinatari
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Ogier il principe della retromarcia, prima si scusa con la FIA, poi "ritratta" su Pajari
© Getty Images

Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 2 settembre 2026, 14:16

Una cosa è sicura: nel bene o nel male Sébastien Ogier è onesto e dice tutto quel che pensa senza filtri. Poco incline alle dichiarazioni diplomatiche sin dal suo debutto nel Mondiale avvenuto nel 2008, il francese non è mai andato sul sottile. Se nessuno ha dimenticato le battaglie in abitacolo e a parole con il connazionale Sébastien Loeb nel triennio 2009 - 2011 quando i due condividevano il gazebo Citroën Racing, non meno aspre e chiacchierate si sono rivelate le sue continue osservazioni sul fornitore di gomme di turno. Certo, queste ultime non hanno, fortunatamente, portato alle conseguenze delle prime visto che all’epoca i massimi vertici del marchio di Parigi intervennero cacciando il team manager Olivier Quesnel, accusato di incapacità di dirimere le controversie, e di fatto obbligando uno dei due piloti a portarsi all’uscita, tuttavia la spiccata verve polemica dell’asso di Gap, capace di trascinare nel polverone chiunque, hanno alimentato tensioni.

Indimenticabili le sue imperterrite lamentele sulle prestazioni delle Pirelli e oggi che il produttore milanese non è più presente, le medesime affermazioni al vetriolo sono state trasferite ad Hankook. Sempre pungente nei confronti del costruttore sudcoreano, il nove volte iridato si è fatto scappare la mano in quel del Portogallo lo scorso maggio quando scrisse un post Instagram in cui ne derideva il resoconto della gara sotto il profilo pneumatico, e in Paraguay lo scorso fine settimana sembra abbia fatto ancora peggio. 

Ogier fa un passo indietro, il messaggio di scuse, la rivalutazione del collega

Sebbene non sia stato reso noto quanto da lui asserito durante l’incontro di venerdì scorso alla presenza del presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem e di quello del Paese ospitante Santiago Peña, a fine evento sulle sue pagine social è apparsa una lettera di scuse indirizzata proprio alle due autorità. Non senza un po’ di ruffianeria Séb si è complimentato per un rally “movimentato e molto ben organizzato”, chiedendo poi venia alle due personalità “per i toni fuori luogo” utilizzati. Non era né il momento giusto, né la modalità corretta per esprimere le mie preoccupazioni sul campionato”, ha scritto definendosi poi grato di aver avuto la possibilità di interagire con loro per portare alla luce “le aree che hanno bisogno di attenzione e miglioramenti”. 

In apparenza superata la gaffe istituzionale, il 43enne ha dovuto rivedere pensieri ed opinioni pure sul compagno di squadra in Toyota Sami Pajari, al suo terzo round consecutivo conquistato e secondo della generale, di cui aveva dubitato. Nell’ultimo anno e mezzo gli era mancato qualcosa, o comunque non era riuscito a mostrare a sufficienza, ma adesso ci sono i fatti”, il suo ragionamento. Esaltando la sua performance in Estonia e puntualizzando come in Finlandia e in Sudamerica si sia semplicemente fatto trovare pronto, il nove volte iridato ha concluso rilanciandolo quale pericolo per la caccia al titolo: Complimenti a lui e al suo navigatore per essere costantemente lì e per capitalizzare anche nei weekend come il più recente in cui tanti hanno avuto problemi”

 

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