Hyundai pensa solo al presente, il suo 2027 resta ancora un'incognita

Alla vigilia del Rally del Paraguay la dirigenza del team con base ad Alzenau stabilisce gli obiettivi a breve termine glissando sul futuro. In gara anche Paddon
https://www.google.com/preferences/source?q=autosprint.it, as
Hyundai pensa solo al presente, il suo 2027 resta ancora un'incognita
© Getty Images

Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 25 agosto 2026, 16:28

Quando si parla di Hyundai nel contesto del WRC è ormai quasi d’obbligo ragionare sul breve periodo. Dopo i due titoli costruttori conquistati nel 2019 e nel 2020 e quello piloti targato Thierry Neuville del 2024, il costruttore coreano ha sempre dato l’idea di non volere o non poter pianificare sulla distanza, tanto che già nella stagione dell’ultimo sigillo era circolata la voce di un suo possibile ritiro immediato. Come sappiamo le cose, fortunatamente, sono andate diversamente, tuttavia se in Toyota si continua a lavorare su presente e futuro, ad Alzenau si tergiversa e si procede a rallentatore. E questa è ben più che una semplice sensazione.

Lo stesso direttore sportivo Andrew Wheatley, parlando dell’attuale strategia del marchio, ha confermato di voler pensare solamente al 2026 dettando gli obiettivi per la tranche sudamericana del Mondiale che passerà da Paraguay e Chile. A suo avviso la vittoria è un risultato fattibile e questo grazie alla superficie che dovrà essere affrontata. “Su sterrato misto sappiamo di poter godere di un’auto competitiva ed affidabile”, ha dichiarato alla vigilia sostenendo di voler in ogni caso fare di tutto per dare fastidio allo squadrone nipponico che, fino alla Finlandia, ha avuto vita facile.  

Paddon in cerca di un domani, ecco perché il Paraguay sarà cruciale

Pronti almeno a parole a mettere in pratica quanto richiesto dalla dirigenza, a Encarnaciòn, circa 400 km a sud della capitale Asunciòn, Neuville e il buon Adrien Fourmaux, saranno affiancati da Hayden Paddon. Quest’anno presente a Montecarlo, in Croazia, dove è salito sul terzo gradino del podio, e Giappone, il neozelandese proverà a mettersi in mostra per guadagnarsi un sedile fisso per il Mondiale venturo. Opportunità arrivata in extremis considerato che il suo programma prevedeva solo tre gare su asfalto, su terra il driver di Geraldine si giocherà qualcosa di importante non partecipando ad un’annata intera dal lontanissimo 2017.

Va detto che la chiamata non arriva proprio a caso. Nel 2016, il 39enne si era aggiudicato la corsa, ma al di là delle attese generate dal passato, l’entusiasmo di poter gareggiare su una tipologia di terreno amica, è tanto.  “Su questo tipo di fondo ho fatto soltanto un paio di brevi test, però in abitacolo mi sono sentito subito a casa. D’altronde lo sterrato è il mio pane, dunque non ci sono scuse. Andrò lì cercando di trarre il massimo”, il suo proposito.

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading