Il Mondiale non stuzzica più i costruttori, la FIA fa leva sulla Cina

Se in F1 si è fatta avanti BYD, anche il WRC potrebbe in futuro ospitare un marchio del Dragone. Nel frattempo la Federazione pensa al calendario 
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Il Mondiale non stuzzica più i costruttori, la FIA fa leva sulla Cina
© Getty Images

Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 25 agosto 2026, 10:46

Del momento delicato che sta attraversando il WRC abbiamo parlato spesso. Dall’uscita di Citroën prima e di Volkswagen poi, ben poche Case hanno mostrato interesse ad entrare. Di recente soltanto Lancia ha voluto impegnarsi, ma solo nel WRC2 a causa degli alti costi della classe regina. Più in generale, ad oggi, l’unico costruttore puro pienamente coinvolto è Toyota, già al lavoro in ottica 2027, mentre Hyundai, decisamente meno in forma del rivale nelle ultime due stagioni, non ha ancora chiarito come affronterà la prossima annata.

Guardando sempre al domani per adesso sappiamo che faranno il loro ingresso due preparatori come ProjectOne Rally ed RMC Motorsport, ma come di recente ha lamentato lo stesso campione del mondo 2024 Thierry Neuville il campionato avrebbe bisogno non tanto di semplici “tuner” quanto di aziende con un pedigree nell’automotive in e grado di investire parecchio denaro per tentare di rilanciarlo visto l’evidente calo di appeal sia per quanto riguarda i marchi, sia per il pubblico e i media. La domanda a questo punto è come fare ad uscire da tale impasse e tornare se non agli sfarzi di un tempo, almeno ad una situazione meno deprimente.

Il WRC arranca, la FIA spera nell'aiuto della Cina

Se da un lato si sta operando sul calendario cercando di aggiungere prove in America che potrebbero solleticare la fame dei produttori locali, dall’altro la Federazione Internazionale non ha nascosto di avere un obiettivo concreto: avvicinare i cinesi, finora rimasti sempre fuori, e per questo starebbe collaborando con il promoter per trovare qualcuno desideroso di accettare la sfida. Non bastasse, seguendo la strategia già adottata per gli States, si starebbe lavorando alla realizzazione di un evento nel Paese del Dragone, assente dal 1999.

Mentre in F1 si parla del possibile ingresso del colosso dell’elettrico BYD, per il WRC non esistono ancora nomi concreti, tuttavia, come evidenziato dal direttore tecnico federale Xavier Mestelan Pinon l’organizzazione dispone di un comitato di cui fanno parte già tra costruttori cinesi e due si sarebbero recentemente candidati, nello specifico Geely (gruppo che possiede tra gli altri brand Volvo) e Lynk&Co, ragion per cui l’ipotesi di un debutto non sarebbe tanto peregrina.

“È la prova che sono molto vicini al nostro campionato”, ha dichiarato il francese, incalzato dalla responsabile sport su strada Emilia Abel che con Pechino si era già confrontata lo scorso gennaio durante la Dakar rimanendo colpita dal loro entusiasmo. Che sia dunque questa la strada giusta da percorrere? Con ogni probabilità sì, ma i tempi si preannunciano lunghi e il Mondiale potrebbe trovarsi a fare ulteriori passi indietro. 

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