Janni Hussi: dalla radio alle auto da rally, così è avvenuta la strana trasformazione

Chiara Rainis
Pubblicato il 24 agosto 2026, 15:38
Nel weekend appena concluso ha vinto, dettando le note a Jari-Matti Latvala, il Lahti Historic Rally, manifestazione targata FIA,chiaramente dedicata alle auto storiche. Parliamo di Janni Hussi. Un nome che se agli italiani potrebbe non dire niente, per buona parte dei finlandesi è invece molto noto. Per diversi anni, infatti, la 34enne ha intrattenuto gli amanti della radio con un programma mattutino dagli ottimi ascolti. E di certo, mai avrebbe potuto immaginare che proprio alcune delle parole da lei pronunciate durante una puntata le avrebbero rivoluzionato la vita.
Correva l’anno 2022 quando, in diretta, commentando le corse rallistiche da pura profana, sostenne che chiunque poteva farle non dando l’idea di essere qualcosa di difficile. Questa considerazione non cadde nel vuoto, tanto che poco dopo squillò il telefono della redazione. Dall’altro capo del “filo” c’era Sami Pajari che volle lanciarle la sfida.
Una chiamata che cambia la vita, così Hussi si è convertita al rally
“Dello sport conoscevo poche cose a livello superficiale, perlopiù trattandosi di un argomento caldo in Finlandia ero informata se Rovanperä, Latvala o Lappi facevano un buon risultato, ma per Pajari dovetti cercare su Google. All’epoca lui disputava il campionato Junior, quindi non era un big, ma rimasi impressionata”, ha raccontato al sito DirtFish.
Accettata la proposta del recente vincitore dell’appuntamento finlandese del Mondiale, la folgorazione. Dopo essere salita per la prima volta su un’auto nelle vesti di navigatrice, ha capito di voler trasformare quella semplice esperienza in una professione. Il passaggio, chiaramente, non è stato indolore avendo dovuto lasciare una posizione lavorativa di prestigio e come tale molto ambita.
Ma nel giro di un paio di giorni da quella prova nata per scherzo, aveva già tutto l’equipaggiamento per gareggiare seriamente e, come si addice ad un vero malato di competizioni, i suoi occhi erano sempre rivolti allo smartphone in attesa che venissero pubblicati degli on-board per goderseli a ripetizione. “Il rally è come una droga. Provata una piccola dose ne vuoi sempre di più”, ha affermato confessando poi di essersi rivolta allo stesso Marko Salminen, attuale copilota di colui che di fatto l’ha infettata con il sacro morbo, per ottenere dritte e consigli su come diventare una vera professionista.
Provenendo da un contesto totalmente differente e decisamente naif, per Janni costruirsi una credibilità è stata tutt'altro che una passeggiata, ma le chiamate dell’ex F1 Heikki Kovalainen, pure lui convertito al controsterzo, Juho Hänninen e Takamoto Katsuta l'hanno ripagata dei tanti sforzi facendole capire di essere sulla strada giusta. Una strada che, lo scorso fine settimana, al fianco di Jari-Matti su una Toyota Celica, l'ha portata a dominare, assicurandosi tutte le speciali in programma come succede solo agli equipaggi più esperti e collaudati.
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