Teemu Suninen, il finlandese vuole tornare nel WRC

Chiara Rainis
Pubblicato il 20 agosto 2026, 10:34
Nell’epoca d’oro del rallismo i finlandesi l’hanno fatta da padrone o perlomeno sono stati tra i principali mattatori, ivi compreso in quel pazzo periodo delle violente Gruppo B che si sono portate via un simbolo come Henri Toivonen assieme al suo navigatore Sergio Cresto in un Tour de Corse che ancora fa male al cuore. Negli anni recenti, a partire da quelli di dominio Loeb fino ad arrivare alla supremazia Ogier, i finnici sono stati comprimari, o meglio disturbatori, in grado di fare il solletico o poco più. Malgrado il discreto piede i vari Mikko Hirvonen e Jari-Matti Latvala non sono mai andati oltre, come se quel “maximum attack” alla Markku Alen forse ormai soltanto uno sbiadito ricordo. A salvare il buon nome della terra del Mille Laghi in era contemporanea il portentoso e freschissimo talento di Kalle Rovanperä, svezzato a controsterzi da papà Harri e capace di laurearsi campione del mondo nel 2022con la Toyota ad appena 22 anni e un giorno, prima di ripetersi dodici mesi dopo.
Se passando al versante Hyundai ha saputo mettersi raramente in luce Esapekka-Lappi, con appena due gare vinte in un decennio abbondante di presenza, sembra promettere bene Sami Pajari, sbocciato in questo 2026 grazie ad una costanza impressionante in termini di podi e ai trionfi negli ultimi due round disputati in Estonia e Finlandia.
Se più o meno tutti coloro che sono transitati nel WRC possono essere giudicati, per quanto riguarda Teemu Suninen regna il punto di domanda. Dopo alcune buone prestazione nel WRC2 nel 2017, promosso da M-Sport nella classe regina, il driver di Tuusula ha sempre viaggiato in un limbo. Non un fermo, ma neppure una saetta non ha mai saputo raccogliere un granché, tanto da essere rispedito a più riprese nella serie cadetta dove si è imposto solamente in due eventi dal 2022 ad oggi, l’ultima in Portogallo lo scorso maggio.
Suninen in cerca di sedile, la fame (mai spenta) di WRC
Attualmente impegnato anche nel Campionato Europeo, che tra l’altro comanda con una leadership abbastanza comoda sull’italiano Andrea Mabellini, consapevole di non aver saputo sfruttare le opportunità del passato il 32enne non ha nascosto di sperare in un nuovo treno. “Mi auguro che qualcuno capisca che sono in grado di guidare qualunque auto, su ogni terreno e che riesco a individuarne pregi e difetti”, ha affermato al sito DirtFish mostrandosi sicuro del proprio valore e di poter dire la sua in ottica 2027 quando entrerà in vigore un nuovo regolamento incentrato sulle Rally2 che lui già conosce bene.
“Credo non esista pilota più esperto di me per quanto concerne queste vetture, inoltre ho la velocità dalla mia”, ha ribadito l’appello alle squadre iscritte, ricordando come il 2025 da coach anziché da pilota gli sia servito a crearsi nuove competenze e una visione dei rally ancora più completa e approfondita.
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