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Rovanperä stupisce tutti: Kalle guiderà una Toyota Corolla GT AE86 in Finlandia

Chiara Rainis
Pubblicato il 29 luglio 2026, 13:15
Ci ha provato, ma alla fine il richiamo del controsterzo ha avuto la meglio. Kalle Rovanperä ha tentato di avvicinarsi al mondo delle monoposto iscrivendosi al campionato di Super Formula giapponese 2026, ma un fastidioso problema di vertigini lo ha portato a desistere. Lontano dai riflettori dallo scorso marzo per trovare un cura o almeno una soluzione, il due volte iridato WRC si è fatto rivedere in pubblico in Estonia, non certo su un circuito, bensì al parco assistenza in corrispondenza dell’avvio del round del Mondiale che ha poi premiato per la prima volta in carriera Sami Pajari.
Ammaliato dal dolce canto delle auto con cui, sportivamente parlando, è cresciuto e diventato grande, il 25enne non ha lasciato passare troppi giorni prima di calcare di nuovo un terreno rallistico. Ad appena due settimane di distanza dal suo rientro in gruppo, sebbene soltanto per salutare mentre si trovava in zona in vacanza con la mamma, e per godersi lo spettacolo da tifoso, il finnico ha deciso di richiamare all’ordine il suo navigatore Jonne Halttunen per un giro di giostra che sa di antipasto.
Rovanperä torna alla guida, lo show con una Corolla sulle strade di casa
Per il momento non è dato sapersi quando effettivamente lo si rivedrà in gara, ma almeno questo suo cameo dimostra che è sulla strada della ripresa. Per celebrare le 75 candeline della corsa tra i laghi del nord, alle 18:15 locali di giovedì 30 luglio il figlio d’arte si metterà al volante di una Toyota Corolla GT AE86 e percorrerà i 2,58 km della PS1 Harju giusto prima del via ufficiale che verrà dato alle 19:05. Da sottolineare che nella giornata di venerdì, alle 18:05 sarà il copilota a buttarsi nella mischia, sempre con la Corolla, ma ancora non è stato reso noto se alle note ci sarà Kalle.
Come detto, quale sarà il suo futuro nelle competizioni resta un punto di domanda. Di fatto le piste le ha solo assaggiate e non ha avuto modo di godere a pieno dell’esperienza per comprendere se quella sia davvero la sua dimensione. Al contrario, il suo continuo riavvicinarsi alla disciplina che lo ha consacrato, anche in mesi difficili sotto il profilo della salute, fa pensare che pur essendo subentrata un po’ di stanchezza dovuta alla pressione dell’essere sempre al top sin dalla tenera età (papà Harri lo ha messo per la prima volta su una vettura da rally a soli 9 anni), il cuore sia ancora lì più palpitante che mai. E neppure ci sentiamo di scartare l'ipotesi drifting, altra sua grande passione. I prossimi mesi saranno cruciali per capire cosa farà.
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