Dakar 2026, nostalgia canaglia: Peterhansel torna in corsa

A due anni di distanza dall'ultima partecipazione, con Audi, per il Signore della Dakar ci sarà un'altra avventura dal prossimo gennaio, con un Land Rover Defender
Dakar 2026, nostalgia canaglia: Peterhansel torna in corsa
© Red Bull

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 15 dicembre 2025, 17:36

Torna alla Dakar, Stephane Peterhansel. Sarà al via dell’edizione che scatterà il prossimo 3 gennaio, per la 36^ partecipazione in carriera. Arriva dopo l'avventura del 2024, con Audi, quando ottenne una vittoria di prova speciale utile a rimpinguare il palmares di 14 Dakar vinte, tra moto e auto, 18 podi e, appunto, 84 prove speciali.

L’avventura che lo attende insieme al navigatore Michael Metge avrà, tuttavia, un profilo lontanissimo dalla corsa per la vittoria assoluta. Peterhansel-Metge correranno nella categoria Stock, con un Land Rover Defender V8 4.4 litri benzina, allestito da Prodrive: occhi sul numero 500 per seguirne le avventure.

La voglia di vivere l'ambiente Dakar

“Quando ho corso l’ultima Dakar con Audi, per me era quasi certo che quella sarebbe stata l’ultima. Ma, dopo averci riflettuto, ho realizzato che mi mancava l’adrenalina della competizione e soprattutto la famiglia del mondo rally raid, la famiglia della Dakar e quell’atmosfera speciale”, racconta Peterhansel, in gara a 60 anni e mezzo compiuti, comunque tre anni più “giovane” del Matador Sainz, trionfatore a 61 anni nel 2024 con Audi.

“Da quel momento in poi ho iniziato ad ascoltare con maggiore attenzione e abbiamo organizzato un incontro con Defender. Ho visto che avevano una visione molto chiara della categoria nella quale volevano entrare, la Stock. Ovvero, macchine che sono quasi in configurazione modello di serie alla Dakar e dimostrare di avere un mezzo in grado di completare la gara più dura al mondo. È una sfida che mi ha davvero motivato.

Non dobbiamo pensare che schianteremo gli avversari e vinceremo facilmente la categoria”, sottolinea Monsieur Dakar. “Ci sono avversari molto esperti, dovremo quindi rimanere umili e provare a fare il miglior lavoro possibile. Per anni, quando mi univo a un costruttore, volevo sempre ottenere il miglior risultato possibile ma, più di ogni altra cosa, voglio che il costruttore centri il suo obiettivo. Voglio che Defender vinca e condividerò la mia esperienza con i piloti più giovani. Se otterrò il miglior risultato bene ma avrebbe anche senso che i giovani, prima o poi, mi sorpasseranno comunque”.

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