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Evans favorito per il titolo, ma la tensione può giocare brutti scherzi

Chiara Rainis
Pubblicato il 28 settembre 2026, 09:52
Se tutto fosse andato come avrebbe dovuto, oggi non saremmo qui a scrivere questo articolo. Infatti, sulla carta, il calendario del WRC prevedeva il gran finale in Arabia Saudita a metà novembre ed invece, il prossimo fine settimana in Sardegna sarà già bandiera a scacchi. Al sempre affascinante appuntamento su sterrato che, nel 2027 cederà il posto agli asfalti romani, si arriverà con la lotta al titolo ancora aperta e pronta a regalare colpi di scena, anche se Elfyn Evans resta il più papabile con i suoi 230 punti contro i 213 di Sami Pajari e i 209 di Oliver Solberg.
Paradossalmente il pilota messo meglio in termini di vittorie è il finlandese in quale, in piena estate, ha infilato il trittico Estonia-Finlandia-Paraguay, controbilanciando lo zero rimediato al Montecarlo, mentre lo svedese si è ripreso la ribalta in Cile dopo aver vissuto un crollo dopo il successo nel Principato. A garantire invece la leadership al gallese è stata la sua maggior regolarità nel Super Sunday visto che come successi complessivi è ancora fermo a due, con una prima firma arrivata in Svezia e una seconda in Giappone nel lontano mese di maggio.
A dispetto dunque della comoda posizione di vertice, il 37enne si presenterà in Italia in uno stato di forma meno frizzante del colleghi, senza contare che avrà tutti i riflettori punti addosso, specialmente perché venerdì dovrà aprire la strada. Un dettaglio molto rilevante nelle gare su terra, ragion per cui, da subito, sarà chiamato a gestirsi bene per essere agevolato nelle due giornate rimanenti.
Evans si gioca tutto in Sardegna, e non solo il Mondiale
Per lui il problema non sarà comunque solo il ruolo di spazzino che, volente o nolente, gli toccherà, ma anche l’ansia da prestazione. A differenza dei due diretti rivali, giovani e con una carriera relativamente breve alle spalle nel Mondiale, Elfyn ha un’anagrafe poco favorevole e soprattutto una lunga militanza del campionato per cui quella del 2026 potrebbe essere la sua ultima chance di fare il colpaccio. Un’opportunità che, per varie ragioni, gli è stata servita su un piatto d’argento e che ora non può permettersi di gettare al vento.
Lo sa bene pure Tom Fowler, direttore tecnico della Gazoo Racing che, ricordiamo, stapperà comunque lo champagne qualunque sia l'esito, il quale ha sottolineato come per i diretti competitor del britannico il round sardo sarà molto meno stressante e quindi, da un certo punto di vista più facile.
“Sami affronterà il weekend consapevole di aver già fatto benissimo quest’anno, per cui in ogni caso sarà soddisfatto. Allo stesso modo, per Oliver, sapere di essere ancora in lizza per il titolo, nonostante i tanti errori commessi, non dovrebbe essere fonte di pressione”, ha dichiarato al sito Dirtfish. Un pensiero, quello del manager Toyota, più che condivisibile e che alla fine potrebbe effettivamente rivelarsi cruciale per l’assegnazione della corona. A volte calma e mente sgombra figlie della consapevolezza di trovarsi in una posizione migliore delle attese, possono ribaltare risultati in apparenza scontati.
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