Nei rally l'amicizia conta più della rivalità, la lezione dell'incidente di Katsuta 

Le immagini di Neuville che assisteva Takamoto dopo la violenta uscita in Paraguay hanno colpito tutti a partire dallo stesso giapponese 
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Nei rally l'amicizia conta più della rivalità, la lezione dell'incidente di Katsuta 
© Getty Images

Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 1 settembre 2026, 12:50

Che cos’è lo sport? Qualcuno potrebbe rispondere che è una semplice sfida tra atleti, individuale o di squadra che sia, con il chiaro obiettivo di risultare i migliori. In realtà oltre al confronto puro c’è molto di più, a partire dall’acquisizioni di valori come il rispetto, la fratellanza e l’amicizia. In certe discipline, dove i soldi e gli interessi la fanno da padrone, è molto difficile veder emergere la parte umana,  di conseguenza dà una gran gioia quando si assiste ad episodi capaci di trascendere qualunque rivalità.

Nei rally certe scene non sono poi così infrequenti. Sarà perché ormai è considerato secondario e quindi in ballo c’è ben poca visibilità, o forse perché non esiste nemmeno più il testa a testa tra marchi rinomati come nell’epoca d’oro, ma i piloti non perdono occasione per dimostrare la loro capacità di empatizzare con gli avverarsi. Nella disciplina che permette agli spettatori di intervenire e dare una mano quando un’auto esce di strada, forse era anche scontato che fosse così, ciò malgrado, come si è abituati a sottolineare il male, e giusto fare altrettanto con il bene.

Un esempio ce lo ha regalato domenica in Paraguay Thierry Neuville, quando senza pensarci due volte, è sceso dall’abitacolo della sua i20 per dare una mano al portacolori Toyota Takamoto Katsuta, ancora intontito dopo uno degli incidenti più violenti e spettacolari degli ultimi anni. Va detto che il giapponese, sin dal suo ingresso nel Mondiale, è entrato nel cuore di tutti per la sua dolcezza e fragilità, ecco perché ogni qualvolta è piombato nello sconforto per un errore, o ha alzato le braccia a cielo per una vittoria, ha trovato sostegno e gioia condivisa.

Dopo lo spavento il grazie a Neuville, Katsuta ricorda lo shock dell’incidente

Non stupisce dunque che lo stesso belga della Hyundai, al termine dell’ennesima gara complessa che lo ha visto chiudere tra gli ultimi, anziché pensare a sé stesso abbia subito voluto esprimere vicinanza al collega.Combattiamo sulle speciali, ma l’amicizia viene prima. Gli auguro una pronta guarigione”, il suo messaggio diffuso sui social.
Dal canto suo, il 33enne, sollevato già dall’essere uscito indenne dopo una botta che in un altro periodo avrebbe prodotto ben altre conseguenze, ha voluto ringraziare pubblicamente il driver di Sankt Vith e il navigatore Martijn Wydaeghe per quanto fatto.

“Sono arrivati appena dopo il nostro incidente e si sono presi cura di noi fino all’arrivo dei soccorsi. Io non riuscivo a camminare e mi sono spaventato, ma loro ci hanno aiutato molto. Non lo dimenticherò mai,  ha scritto con quel meraviglioso senso di gratitudine che rende il popolo nipponico d’esempio. 
È curioso notare come questa bella storia di umanità sportiva arrivi dopo quanto successo in Finlandia ad inizio agosto quando un Sébastien Ogier privo di coscienza venne assistito dal suo copilota Julien Ingrassia, rimasto pure lui ferito, dopo un’uscita di strada e dal pubblico.

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