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WRC, Katsuta lancia l'allarme: "Il campionato sta perdendo i tifosi"

Chiara Rainis
Pubblicato il 9 luglio 2026, 16:53
C’erano una volta i rally che vedevano le persone accamparsi sui passaggi da pelo se non almeno dal giorno prima, con molte ore d’anticipo rispetto all’effettivo arrivo delle macchine, un po’ come tutt’ora accade nel ciclismo quando si tratta delle Classiche o delle tappe di montagna più prestigiose.
La narrazione del presente però, ci racconta ben altro. Se il recente Roma Capitale che univa campionato italiano (CIR) ed europeo (ERC) è stato un flop sotto il profilo del pubblico presente in strade, le cose non stanno andando meglio nel WRC.
In discesa libera il termini di copertura mediatica tanto da spingere uno dei veterani, Thierry Neuville, ad ammettere che ad ogni fine tappa microfoni e registratori latitano, dal punto di vista dei tifosi l’interesse è altrettanto basso.
Complice la mancanza di costruttori e di rivalità, come nel periodo d’oro poteva essere stata quella tra Lancia e Audi, o più di recente tra Citroen e Ford quando a dettare legge era Sébastien Loeb, adesso il traverso è storia soltanto per i più maturi e per gli appassionati puri di motorsport.
Questa severa e amara constatazione, non è materia propria dell’umile cronista che osserva, ma è altresì condivisa e rilanciata da chi le corse le fa e vorrebbe vedere più animazione e supporto.
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