Temi caldi
Ogier comincia a crederci: "Con la vittoria in Grecia tornato in gioco per il titolo"

Chiara Rainis
Pubblicato il 30 giugno 2026, 09:44
Mentre in MotoGP c’è un Marc Marquez che afferma di essere in pace con sé stesso e di non sentirsi in obbligo di portare a casa il decimo sigillo e di superare definitivamente Valentino Rossi, nel WRC c’è chi crede nel colpaccio della vita. La cosa più curiosa è che se il pilota Ducati non ha mai smesso di correre a tempo pieno, Sébastien Ogier si è ufficialmente ritirato a fine 2021 dopo l’ottavo titolo. Convinto da Toyota a gareggiare a gettone e alternarsi tra rally e WEC, dal 2022 l’asso di Gap ha cambiato navigatore, non più lo storico Julien Ingrassia, bensì Benjamin Vallais prima e Vincent Landais dopo, partecipando al campionato secondo le indicazioni e le esigenze del costruttore giapponese.
Chiaramente penalizzato dalla partecipazione spot, per tre annate ha dovuto rinunciare al traguardo più ambito, ma nel 2025, complice l’assenza di campioni in grado di insidiarlo, è riuscito nell’impresa di laurearsi campione pur avendo saltato i round di Svezia, Safari ed Estonia. Oggi terzo assoluto con 125 punti contro i 151 di Takamoto Katsuta e i 162 di Elfyn Evans, forte di una vittoria insperata all’Acropoli, il transalpino non ha nascosto il proprio ottimismo.
Ogier sempre più vicino ad entrare nella storia, mai nessuno come lui
L’essere stato in grado di conseguire il 69esimo trionfo in carriera proprio sui percorsi poco affini della Grecia che gli avevano sorriso solamente nel 2011 quando era poco più che un esordiente e vestiva i colori Citroen, lo ha rincuorato e rafforzato. “È stato un weekend perfetto. Proprio quello di cui avevamo bisogno per la classifica e che ci permette di tornare in gioco. Abbiamo ancora un certo svantaggio in termini di punti, tuttavia sapevo che questo appuntamento sarebbe stato quello della svolta”, ha affermato al sito wrc.com, convinto che una prestazione mediocre o inferiore nell’Ellade avrebbe posto fine ai suoi sogni.
“Avevo molta pressione addosso, ma abbiamo azzeccato la strategia e io sono riuscito a tenermi lontano dai guai. Questa è una gara insidiosa, però per fortuna, pur avendo danneggiato diverse gomme, non ho mai accusato forature”, ha infine riconosciuto Séb il quale, se in Arabia Saudita dovesse alzare le braccia al cielo e dunque confermarsi sul tetto del mondo, diventerebbe il pilota di rally più vincente in assoluto battendo pure Sébastien Loeb, fermo a quota nove Mondiali conseguiti, tra l'altro tutti con la medesima Casa (Citroen), a differenza del 42enne, affermatosi finora con tre marchi.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading


