Flop Hyundai contro Toyota e ora Neuville spera nei rally su terra

Il 2026 del team coreano è cominciato tutto in salita e con un solo buon risultato in Portogallo proprio con il suo pilota di riferimento
Flop Hyundai contro Toyota e ora Neuville spera nei rally su terra
© Getty Images

Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 3 giugno 2026, 10:08

Se consideriamo che nel WRC ci sono solo due costruttori ufficiali i risultati di Hyundai sono alquanto deludenti. Seconda in classifica con 243 punti, dopo 7 round disputati, ha già accumulato un distacco da Toyota di 127 punti.

Toyota vola, Hyundai...

Sebbene sia vero che il marchio nipponico si presenta di sovente con uno squadrone capace di monopolizzare le prime quattro posizioni come avvenuto nel recente appuntamento del Giappone, lo è altrettanto che le vetture coreane nemmeno ci provano.

Adrien Fourmaux, ha già dato prova di valere, salendo sul podio lo scorso anno in Cile e nella chiusura in Arabia Saudita, o ancora in questa stagione all’insidioso Safari, ma sportivamente è ancora abbastanza giovane e soprattutto milita nell’equipe diretta da  Andrew Wheatley da appena due campionati. Una giustificazione che non può valere per Thierry Neuville, nella compagine di Alzenau dal lontano 2014.

Iridato nel 2024, ovvero quando il talentuoso Kalle Rovanpera era a mezzo servizio, il belga ha perso la bussola e il team ancora non è stato in grado di riprendersi dall’addio improvviso di Ott Tanak, ora passato al competitor in veste di collaudatore.

Dunque, Toyota vincitrice a mani basse del Mondiale in corso? Con ogni probabilità sì, almeno per quanto concerne le marche. Per i piloti, invece, se non vi sono dubbi sull’esito, c’è maggiore incertezza sul nome. Elfyn Evans, leader, sta dimostrando di aver raggiunto la maturità necessaria, ma non vanno neppure esclusi Sébastien Ogier, che ci ha già abituato a stracciare la concorrenza pur non disputando l’intero calendario, e Takamoto Katsuta, brillante in Kenia e in Croazia, ma specialmente forte di una fiducia in sé stesso mai avuta prima.

Neuville vuole invertire la rotta, la speranza è nella terra

Tornando a Hyundai e alle sue attuali criticità, fa specie che si sia finora imposta soltanto in Portogallo proprio con Thierry, aiutata da una foratura patita da Séb nella penultima PS. Cercando di mantenersi positivo, il driver di Sankt Vith ha rivolto tutte le sue sparenze sulle caratteristiche delle gare a venire di qui a novembre.

“Sono felice che il Giappone sia stato l’ultimo appuntamento su asfalto della stagione”, lo sfogo del 37enne al sito ufficiale wrc.com.

La mancanza di bilanciamento e una risposta non adeguata della gomma dura, gli avrebbero impedito di esprimersi al meglio. Ma il problema non sarebbe soltanto quello. “Gli pneumatici sono una delle ragioni del nostro calo, ma pure l'eliminazione dell’ibrido. Per qualche ragione ci manca velocità in uscita di curva e non avendo la coppia di prima, i differenziali non lavorano bene”, si è lamentato.

A complicare le cose anche un livello di performance ondivago. “Su qualsiasi superficie corriamo, ci manca sempre un po’ di costanza. Questo è un po’ il difetto della i20. Adesso vedremo come andrà su sterrato”, ha concluso desideroso di fare bene.

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