Mick Schumacher allontana il rientro in F1: "Amo la IndyCar e gli ovali mi si addicono"

Licenziato nel 2022 dalla Haas per scarso rendimento, il figlio di Michael sta provando a riscattarsi nelle competizioni americane
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Mick Schumacher allontana il rientro in F1: "Amo la IndyCar e gli ovali mi si addicono"
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Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 17 agosto 2026, 09:57 (Aggiornato il 17 agosto 2026, 15:58)

Portare un cognome pesante, si sa, come può essere considerato un privilegio, può risultare anche un fardello. Se il genitore o il parente di turno è stato un campione, le attese per chi vanta il suo stesso sangue saranno sicuramente elevate. In F1 lo sono state per Jacques Villeneuve, malgrado papà Gilles avesse vinto appena sei gare,  per Nico Rosberg, chiamato almeno a replicare il titolo conquistato dal padre Keke nel 1982 con la Williams, per Bruno Senna, nipote del grandissimo Ayrton, per Nelsinho Piquet, pargolo del buon Nelson e ovviamente per Mick Schumacher, da cui ci si aspettava almeno un po’ del talento di Michael.

La carriera tra alti e bassi di Mick Schumacher

In realtà la pressione che obbliga gli eredi a rendere ad alto livello, spesso porta a riscontri negativi. Non per nulla, di tutti i piloti elencati soltanto due hanno saputo mettersi in evidenza: il canadese, trionfando nel Circus nel 1997 e ancora prima, nel 1995, nel campionato CART e alla 500 Miglia di Indianapolis, e più di recente il tedesco, capace di battere il compagno di squadra Lewis Hamilton nel 2016. Gli altri sono state meteore, in grado di far parlare di sé perlopiù per scandali come quello di Singapore 2008 quando Nelson Jr. fu accusato di essersi lanciato apposta contro le barriere per agevolare il suo vicino di box Alonso.

Per quanto concerne il figlio di Schumi, il suo percorso è stato sempre in salita. Mai in palla nei kart, nelle formule minori ha invece spiccato il volo non senza alimentare dubbi e polemiche come quella scatenata da Dan Ticktum nel 2018 su presunti aiutini. Al top nella Formula 3 Europea nello stesso anno e in Formula 2 nel 2020, nel 2021 è stato promosso nella top class grazie alla Haas. Quasi sempre poco competitivo e incline all’errore tanto da distruggere diverse monoposto, nelle due annate trascorse tra i big prima di ricevere il ben servito, solamente in due occasioni è entrato in zona punti: a Silverstone e a Spielberg nel 2022. Passato prima al WEC e dal 2026 alla IndyCar, con i colori della Rahal Letterman Lanigan ha firmato un arrivo in top 10 a Nashville e conquistato il titolo di Rookie of the Year ad Indianpolis, mentre nelle altre corse non ha particolarmente ben figurato non andando mai oltre la 16esima piazza.

Schumacher resta in America, la F1 sempre più lontana

A suo dire perfettamente a suo agio nelle gare a stelle e strisce, il 27enne ha escluso un suo rientro a breve nel Vecchio Continente, e ancor di più in F1, dove era arrivato con l'ansia di non deludere e dove non si è mai davvero ambientato sportivamente parlando. “Gli ovali si adattano maggiormente al mio stile, inoltre sono bravo a riconoscere il limite delle gomme”, ha confidato al podcast Speed Street.

Malgrado qualche presunta chiacchiera avuta con team europei e un rendimento poco uniforme, il futuro del tedesco sembra proprio essere statunitense. Mi piace molto la IndyCar e ho intenzione di restare. Non nego che ci sono state delle conversazioni, tuttavia non conta solo la macchina, a mio avviso le relazioni umane sono ancora più importanti, perché solo con una squadra e buoni legami si può vincere”, ha infine sottolineato.

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