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Toyota, ecco la "decima": il Fuji è ancora la sua terra

Pubblicato il 27 settembre 2026, 10:42 (Aggiornato il 28 set 2026 alle 08:56)
Per il Real Madrid, la "Decima" fu un'ossessione inseguita per 12 anni; per Valentino Rossi il decimo titolo un'ossessione è rimasta, dopo quel titolo perso tra le polemiche. Per la Toyota, invece, la "decima" al Fuji è, da oggi, un obiettivo centrato. Con ripercussioni enormi sul WEC 2026.
THEY’VE DONE IT: Home race victory for Toyota!
— FIA World Endurance Championship (@FIAWEC) September 27, 2026
The #8 @ToyotaRacingWEC crosses the line to win the 6 Hours of Fuji after fighting for every. inch.#WEC #6HFuji #Toyota pic.twitter.com/APUtbolTM4
Le cinque regine del Fuji
E adesso sono cinque, le vetture Toyota capaci di vincere in casa: ai piedi del Fuji hanno vinto la TS030, la TS040, la TS050, la GR010 e adesso pure la TR010 Hybrid. Una cinquina che fa la storia per la Toyota, la quale ad inizio anno aveva puntato forte sull'evoluzione della vecchia regina: l'obiettivo dichiarato era il titolo, ma c'era pure quella ferrea volontà di riprendersi lo scettro in casa, perso nelle ultime due stagioni.
Perché per la Toyota vincere in casa non è una questione di vita o di morte, ma poco ci manca: il Fuji sarà pure una delle otto tappe del mondiale, eppure vincere o perdere in casa fa tutta la differenza del mondo. Far risuonare il Kimi ga yo in Giappone ha un sapore speciale, veder esultare gli altri invece fa male: e dopo due anni ad ingoiare bocconi amari, ecco finalmente questo decimo successo che ha una valenza simbolica e tecnica notevole.
Toyota azzarda, Hirakawa granitico
Se da un lato il simbolismo della vittoria numero 10 in casa è speciale, dall'altro l'impatto di questo successo è notevole sia sul piano tecnico che per le velleità di classifica. Perché sul piano tecnico, tenendo da parte ogni valutazione sul BoP segreto, la Toyota ha dimostrato, innanzitutto a sé stessa, di essere tornata formidabile, soprattutto in quelle aree in cui era stata maestra; e poi ha dimostrato di essere ancora la squadra capace di ribaltare il tavolo quando meno ci si aspetta, con quel jolly pescato nel finale ed in grado di mandarla in orbita, prendendo tutti quanti in contropiede.
Sono sbucati dal nulla ai box, si sono tenuti dietro un'Alpine che sembrava destinata ad una vittoria "facile", prima che i drammi dell'Endurance rimettessero tutto in discussione. Poi alla fine ci ha pensato Ryo Hirakawa, granitico nell'ultima mezz'ora: Martins dietro, minaccioso e con gomme nuove, ma impossibilitato a passare.
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