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6 Ore San Paolo, l'anteprima: un'occasione e una maledizione

Pubblicato il 9 luglio 2026, 14:05 (Aggiornato il 9 luglio 2026, 13:30)
Le Mans, ovvero la gara più importante dell'anno, è passata. Tutto alle spalle, tempo di guardare avanti: tempo per il WEC di guardare alla 6 Ore di San Paolo, in Brasile, terrà di opportunità per chi di solito viaggia nel ruolo di outsider, ma pure di "maledizioni" per chi vi arriva con la corona di Le Mans in testa.
Interlagos ed i suoi tratti tortuosi
La storia recente di Interlagos dice che il tracciato paulista, tra saliscendi, curve da bassa percorrenza e la loro sintesi con un tratto invece velocissimo, è un terreno fertile per le LMDh. San Paolo è terra di compromessi: serve tanta trazione e stabilità alle basse velocità, da accompagnare ad una discreta guidabilità nel misto del settore centrale, e serve anche una certa fiducia in frenata, specialmente alla S Senna o alla staccata della 4, la Descida do Lago, in fondo alla Reta Oposta.
A parte Ferradura e Laranjinha, mancano curve con percorrenze più alte, perché sono tutte curve da media o bassa velocità di percorrenza. Ma proprio la tortuosità del settore centrale si rivela premiante per soluzioni e assetti che privilegiano il carico a discapito delle velocità di punta, nonostante il lunghissimo tratto che dalla Juncao porta alla S Senna.
La velocità di punta non paga, se non si ha carico: caldo e disegno del circuito spostano altrove le esigenze che servono a San Paolo, pista che come detto mette in risalto le qualità in trazione. E allora ecco i "vantaggi" per le LMDh, che possono sfruttare sin dalle basse velocità la spinta aggiuntiva dell'elettrico al posteriore, contrariamente alle LMH che invece devono attendere la soglia dei 190 orari.
Un assist alle LMDh
Ecco dunque che il Brasile, teoricamente giro di boa della stagione (quarta tappa sulle otto previste, in attesa di scoprire che ne sarà di Qatar e Bahrain), diventa una grande opportunità per BMW e Cadillac, massime esponenti tra le LMDh. La casa tedesca è seconda in entrambe le classifiche, e potrebbe avere le carte in regola per una 6 Ore di San Paolo da protagonista; vale anche per il marchio americano, autore di una stupenda doppietta un anno fa, e desideroso di riscatto dopo una Le Mans che ha lasciato un pizzico di amaro in bocca. Sarà della partita presumibilmente anche Alpine, mentre la Genesis proverà a sfruttare l'occasione di una pista che potrebbe favorire come detto piattaforme come la sua.
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