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BoP, concorrenza, nuova omologazione: la Ferrari 499P lascia il trono di Le Mans

Pubblicato il 17 giugno 2026, 13:54
La speranza, si sa, è sempre l'ultima a morire. Ma in un mondo così tecnico, è difficile lasciare troppo spazio all'immaginazione. Dopo tre anni da regina, la Ferrari sapeva di vivere la sua 24 Ore di Le Mans più difficile. Forse pure più difficile di quella del 2023, la prima in assoluto con il nuovo progetto LMH; perché quello che all'epoca era il progetto più fresco, oggi vive di una maturità tecnica affidabile ma datata, e Le Mans 2026 ha semplicemente accelerato la consapevolezza che servono interventi.
Ferrari 499P, la più "anziana"
C'è fiducia, nella 499P. Mantenerla come era fino alla fine del 2025 è stata una scelta logica, oltre che mirata: tra nuova omologazione e nuove gomme, la squadra di Maranello ha preferito ritoccare il meno possibile, sia per lavorare su una piattaforma già conosciuta nella sperimentazione delle Michelin 2026, sia perché proprio in virtù della nuova omologazione ci si voleva discostare il meno possibile da un progetto, la 499P, ritenuto ancora valido.
Non si è voluto perdere, insomma, il bandolo della matassa tecnica: erano gli altri a dover rischiare. Un atteggiamento, se vogliamo, più attendista; ma anche consapevole che le cartucce degli evo joker vanno sparate quando c'è veramente bisogno e con tutta la lucidità possibile, pena sprecare i pochi interventi di un modello destinato a durare anni.
BoP, concorrenza, nuova omologazione: le chiavi di Le Mans 2026
Poi, c'è la faccenda delicata del BoP. Non si può dire nulla di certo, semplicemente perché certi numeri sono nascosti al grande pubblico; però resta la sensazione di fondo che questa Ferrari sia stata poco aiutata da un "livellamento" artificiale molto poco benevolo nei suoi confronti.
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