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Le Mans 2026: Ferrari, il poker e la carta dell'esperienza

Pubblicato il 10 giugno 2026, 09:00 (Aggiornato il 10 giugno 2026, 07:48)
Toyota, voglia di rivincita
La Ferrari non parte battuta, ma sa anche di non essere la favorita. Scettro che, a dirla tutta, alla vigilia di Le Mans si fa sempre fatica ad assegnare: la Rossa può esserlo per lo storico (del resto, viene da tre successi consecutivi in Francia), probabilmente non nei fatti di un'annata cominciata con qualche difficoltà. Questione anche di BoP, certo; ma se i parametri saranno simili, è dura pensare di essere favoriti a Le Mans se ti manca velocità di punta e forse pure un pizzico di trazione. E poi c'è la concorrenza, appunto: la BMW da leader della classifica, la Toyota rinnovata con la TR010 Hybrid, desiderosa di prendere quello che alla GR010 Hybrid è sfuggito negli ultimi tre anni. Dal 2022 Toyota non vince a Le Mans, cioè non ha più vinto da quando è arrivato il Cavallino Rampante: uno smacco da scucire al più presto.
Un gioco di psicologia
Antonello Coletta, nell'inverno, non ha fatto fatica a far rientrare l'euforia dei titoli: dopo che hai vinto tutto, la storia Ferrari insegna che si può, e si deve, provare a vincere ancora. Anche con una macchina che, appunto, l'ufficio tecnico di Ferdinando Cannizzo non ha ritoccato se non per la nuova omologazione.
La 499P resta una carta valida, ma le carte a volte non bastano sui tavoli da poker: bisogna saper riconoscere i momenti, individuare quando è il momento di rischiare, quello di stringere i denti, quando è il momento di rinunciare all'attacco e quando invece è quello giusto per attaccare. Un gioco di specchi, di psicologia, di inganni e infine di affondi: ci sono 24 Ore di tempo per giocare le proprie carte e per ricorrere a tutta l'esperienza possibile; ciò che conta sarà essere davanti alla fine.
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