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Floury (Toyota) tuona contro il BoP: "Così non va, serve soluzione urgente: non si sa mai se vinca il migliore o no"

Pubblicato il 18 luglio 2025, 12:46
Tutti ne parlano, anche se ufficialmente, come previsto dal Regolamento Sportivo del WEC, nessuno lo può menzionare e criticare direttamente. Ma è ovvio che il BoP, nel bene o nel male, faccia discutere: è l'espediente che ha permesso al Mondiale Endurance di essere così tanto appetibile per le nuove case, al tempo stesso però creare qualche malumore di troppo tra chi si sente penalizzato. E tra queste c'è, inevitabilmente, la Toyota.
Ci si chiede, giustamente, se la GR010 Hybrid non sia un progetto già troppo "vecchio" (ha debuttato nel 2021, prima di qualunque altra hypercar attualmente in gara) per continuare a stare al top, ma va da sé che la tabella del Balance of Performance ha sempre visto le vetture giapponesi tra le più penalizzate. E dopo la difficilissima 6 Ore di San Paolo, su una pista, Interlagos, dove l'anno scorso Toyota aveva vinto, il tappo della pazienza è saltato, con interventi che la casa nipponica ritiene "urgenti".
Processo da rivedere, BoP prevedibile
A parlare è stato il direttore tecnico David Floury, che ha detto la sua come riportato da Sportscar365: "Penso che questa stagione sia davvero triste, nel senso che abbiamo perso di vista il vero significato delle corse e che siano diventate fin troppo artificiali. Non si tratta di capire se abbiamo bisogno o meno di qualcosa per colmare il divario tra le vetture, questo è accettato da parte nostra, ma il processo è totalmente sbagliato. E' tutto l'anno che va così. Prima di arrivare in Brasile, avevo previsto Cadillac, Porsche e Peugeot nell'ordine e così è stato. Quando ricevi la nuova tabella (del BoP, ovviamente non menzionato da Floury, ndr) sai già cosa succederà. Non dovrebbe essere così".
Vince il migliore o no?
Poi ha proseguito: "Dobbiamo rimetterci tutti al tavolo, i costruttori, la FIA e l'ACO per riconsiderare per cosa corriamo ed a cosa puntiamo. Serve trovare una soluzione urgentemente, altrimenti ci saranno delle conseguenze. La stagione è stata piuttosto noiosa, e non parlo solo di noi ma in generale, da tifoso e da appassionato del WEC. Credo che si sia andati oltre, in questo momento faccio fatica a capire se qualcuno vince una gara per merito o per una questione artificiale, e questo è un problema. Mi piacciono le corse combattute, ma alla fine si deve sempre avere la sensazione che abbia vinto il migliore. Non sto dicendo che le altre squadre stiano facendo un cattivo lavoro, perché non è vero, ma al tempo stesso, stando così le cose, quando uno vince ci si chiede sempre se abbia vinto il migliore o no. E questo, per lo sport, non è assolutamente un bene".
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