NASCAR, Magnussen ci ricasca, al debutto a San Diego volano insulti

L'ex Haas F1 di nuovo al centro di un confronto infuocato con un collega al termine della sua prima gara nel campionato dedicato alle stock car
NASCAR, Magnussen ci ricasca, al debutto a San Diego volano insulti
© X @PitLaneCPT

Pubblicato il 22 giugno 2026, 10:38

Ci sono piloti dal carattere fumantino che  non perdono occasione per mostrarlo, neppure quando si trovano a debuttare in una categoria. È il caso di Kevin Magnussen, noto da sempre per essere un personaggio tutt’altro che nordico nell’approccio.

Incapace di sfruttare l’opportunità della vita in  McLaren nel 2014, in F1 lo si ricorda soprattutto per le tensioni con i compagni di squadra e per un bisticcio in particolare. Memorabili sono rimaste le varie ruotate senza esclusioni di colpi con il compagno di box alla Haas Romain Grosjean, chiaramente con strascichi una volta terminata la corsa e con rimbrotti da parte dell’allora team principal Guenther Steiner, ma la scena che più ha caratterizzato la parentesi del danese nel Circus è quella avvenuta a Budapest nel 2017.

Il GP è appena terminato e i piloti si trovano nel cosiddetto “ring” per fare le interviste. Mentre il pilota di Roskilde sta parlando, si avvicina Nico Hulkenberg, in quel momento in forza alla Renault, per esprimere il proprio disappunto per un contatto che c’era stato nelle fasi calde della gara, parole a cui è seguito un “succhiami le p***e” diventato poi un meme.

Fuori dalla classe regina dell’automobilismo da fine 2024, il figlio d’arte si è dedicato all’endurance e all’IMSA, mentre lo scorso 3 giugno è stato annunciato quale pilota Chevrolet per la Trackhouse Racing nel round di San Diego della NASCAR ed è proprio lì che si è rivisto il vecchio K-Mag.

Magnussen furioso al Coronado Street Course, la lite con Gragson

Ventisettesimo su 39 partenti, Magnussen non è passato inosservato nel giorno dell’esordio tra le stock car. Non tanto per la strategia gomme sbagliata, giocata tutta nell’attesa di una neutralizzazione mai arrivata, quanto per le sportellate con la Ford #4 di Noah Gragson. L’ex F1 ha dato il meglio di sé, tra il team radio in cui si lamentava di essere “bloccato dietro a un tipo che non so chi sia”, e le molteplici toccatine nei tentativi di sorpasso.

Come si poteva facilmente immaginare la vicenda non si è conclusa in pista ed infatti, a caldo, si è verificato un confronto acceso tra i due, con l’americano che domandava spiegazioni, e lo scandinavo che replicava con una serie di vaffa e di dita puntate, sostenendo che il vero problema era lui che cercava risposte. Alla fine ognuno è andato per la sua strada senza trovare un punto d'incontro, regalando però al popolo del web altro materiale su cui chiacchierare.

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