Da Niki Bagnacauda a Kimi paperelli: quando la F1 sbarca a Paperopoli

Dagli anni '80 a oggi, sono molte le "incursioni" della Formula 1 sulle pagine di Topolino. La più recente vede protagonista Andrea Kimi Antonelli
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Da Niki Bagnacauda a Kimi paperelli: quando la F1 sbarca a Paperopoli
© Disney

Lorenzo LucidiLorenzo Lucidi

Pubblicato il 3 settembre 2026, 12:53

Tra le tante partnership siglate recentemente dalla Formula 1 ce n'è una, quella con Disney, che sta già facendo sognare grandi e piccoli. A Monza, tanto per dirne una, nel week end del gran premio si esibirà Saetta McQueen, in occasione dei vent'anni dall'uscita del primo film Cars. Ma la lista delle iniziative figlie dell'accordo tra F1 e Disney è lunga. E ha portato, tra le altre cose, all'uscita di un numero speciale di Topolino dedicato al pilota italiano Andrea Kimi Antonelli. 

Kimi Paperelli incontra Paperino & co.

Dopo aver ottenuto 6 vittorie, 6 pole position, 9 giri veloci e 13 podi, Andrea Kimi Antonelli ha collezionato un altro "trofeo", ovvero diventare un personaggio di Paperopoli, in becco e piume. Un onore che spetta solo ai protagonisti di maggior successo dello sport e dello spettacolo italiani. Da Totti a Buffon, passando per Vincenzo Nibali e arrivando perfino a Pietro Mennea, la lista è lunga. L'ultimo ad aggiungersi è stato appunto Kimi Antonelli, fresco ventenne e attualmente leader del Mondiale F1.

Il pilota della Mercedes, ribattezzato per l'occasione Kimi Paperelli, è diventato protagonista di quattro brevi storie e di un'intervista sul numero 3.963 di Topolino, in edicola dal 2 settembre, scritte da Stefano Petruccelli e Giovanni Barbieri, e disegnate da Alessandro Perina, autore anche della copertina.Un'iniziativa lanciata non casualmente nella settimana del GP d'Italia e che punta ad avvicinare i più piccoli al mondo della Formula 1. Anche se c'è da scommettere che molte copie di questo numero speciale finiranno nelle mani di appassionati che bambini non lo sono già da un po'...

Alonso nel mondo di Doubleduck

Come detto, Kimi Antonelli non è il primo pilota della massima serie a sbarcare sulle pagine del settimanale a fumetti. Qualche anno fa lo stesso onore era toccato a Fernando Alonso. Era il 2012, lo spagnolo all'epoca era in corsa per il Mondiale con la Ferrari quando diventò Alonso Paperonso nella storia "Doubleduck: Pole Position" (testi di Roberto Gagnor, disegni di Stefano Intini). Parte di un filone di avventure che vedeva protagonista Paperino nei panni di agente segreto - Doubleduck, appunto - la storia era incentrata su un intrigo internazionale nel mondo della F1.

Paperino, per indagare senza destare sospetti, viene fatto assumere come meccanico insieme alla sua collega Kay K nel team Duckson Racing, dove il pilota titolare è proprio Paperonso. Tra lui e Doubleduck inizialmente non scorre buon sangue, ma poi finiranno per costruire un ottimo rapporto pilota-meccanico.

Ovviamente, oltre ad Alonso, non potevano mancare le versioni "paperizzate" dei personaggi della Formula 1 dell'epoca. Da Sebastian Strudel e Felice Scassa (parodie rispettivamente di Sebastian Vettel e Felipe Massa) fino a Miles Quacksley (Max Mosley) e Buddy Paperstone (Bernie Ecclestone). E ovviamente anche le location non potevano essere casuali, con gran parte dell'azione che si svolge durante i gran premi di Monte-Carlo e di Shanghai.

Zio Paperone incontra Enzo Ferrari

Ma la prima e più famosa storia ambientata nel mondo del motorsport resta senza dubbio "Zio Paperone e l'avventura in Formula 1", uscita nel 1984 con le storiche firme di Giorgio Pezzin ai testi e Giorgio Cavazzano ai disegni. Dopo aver scoperto grazie ai suoi nipoti che dietro la F1 c'è un enorme giro d'affare, Paperone decide dapprima di sponsorizzare una scuderia, e poi di crearne una propria, con Paperino a fare da pilota.

La squadra, più sgangherata che mai e creata sfruttando materiale di seconda mano, mostra una F1 che effettivamente all'epoca era molto meno elitaria di adesso, e permetteva anche a team non ufficiali di prendere parte ai GP, o quantomeno provarci. Basti dire che, proprio nell'84, furono ben 36 i piloti a partecipare al Mondiale, inclusi quelli che non riuscirono mai a superare lo scoglio delle pre-qualifiche.

Anche in questo caso, la lista dei personaggi parodizzati è lunga: tra i tanti vale la pena ricordare Bagnacauda (Lauda), Alberetto (Alboreto), Pretese (Patrese) e Crost (Prost). Ma non mancano neppure i riferimenti alle scuderie come McLallen (McLaren) e Alfa Marameo (Alfa Romeo), così come fanno bella mostra di sé i brand Piselli (Pirelli), Tarmalat (Parmalat) e Polpetton (Benetton), oltre al commentatore delle gare, Bolsonieri (Poltronieri).

Ma il ruolo di grande "guest star" lo fa Enzo Ferrari - pardon, Perrari - patron della Scuderia Perrari di Mirabello e interessato più alla passione per le corse di Qui, Quo e Qua che al denaro. Almeno finché Zio Paperone non gli propone di cambiare il colore delle sue auto per adattarsi meglio allo sponsor, col risultato di venire buttato fuori a calci. "Il rosso Perrari non si tocca!", gli ricordano poi i saggi nipotini.

Sviluppata attraverso una serie di location reali, come Monaco, Monza, Zolder e molte altre, la storia vede tra i suoi protagonisti anche Fulvio Maria Palladio (aka Fulvio Maria Ballabio) nel ruolo di trainer di Paperino. Ballabio corse in Formula 2 nell'83 per poi tentare il passaggio in F1 nell'anno successivo. Pur presentandosi con l'appoggio di alcuni sponsor (tra cui la stessa rivista Topolino), l'italiano non potè debuttare in quanto non era riuscito a ottenere la superlicenza.

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